Max Collini & Umberto Palazzo
di Antonio Belmonte

Certo, è vero, non s’inventa nulla, ma un’intervista doppia su una webzine dedicata alla musica indipendente italiana non si era mai vista. Nella speranza che possa diventare col tempo una rubrica abituale si sono amichevolmente sacrificati per inaugurarla Max Collini degli Offlaga Disco Pax e Umberto Palazzo dei Santo Niente. Ad Entrambi la nostra più sincera riconoscenza.



Visto che in Italia con la musica non si campa, come vi guadagnate da vivere?

MAX: ho iniziato ad andare per palchi a 36 anni suonati, sono quindi un esordiente tardivo e non ho mai avuto né il desiderio né l’ambizione di campare di musica, né prima né dopo. Sono una specie di agente immobiliare e mi occupo principalmente di locazioni abitative. C’è molta crisi, come direbbe il poeta. Ovunque. E’ diventato difficile campare qualunque cosa tu faccia e questo è quanto.

UMBERTO: In realtà io campo di musica, ma non facendo il musicista. Sono un dj professionista, mi occupo di gestione di locali, organizzo serate. Sono un fonico e un produttore e a volte insegno. Ho la partita IVA.



Un motivo valido per continuare a vivere in Italia che non rientri nel consueto elenco di archetipi ingialliti (pizza, sole, mare, arte ecc)

MAX: l’Italia è un paese bellissimo, soprattutto se sei un cittadino svedese in vacanza. Io ho una grande fiducia nel futuro, perché nel giro di qualche anno saremo finalmente governati dal Partito Comunista. Quello cinese.

UMBERTO: La mia famiglia. Saranno pure archetipi ingialliti, ma nel frattempo non è che ci siano venute idee migliori



Un buon motivo invece per non farvi più ritorno?

MAX: bastano e avanzano i motivi di una canzone di trentacinque anni fa e ancora - ahinoi - attualissima: “Nuntereggaepiù” di Rino Gaetano.

UMBERTO: Non ho mai pensato di non tornare.



La canzone più bella che avete scritto? (E’ assolutamente vietato rispondere con stronzate del tipo “le canzoni sono come dei figli, le amo tutte allo stesso modo…”)

MAX: il testo che amo di più tra quelli che ho scritto probabilmente è quello di “Tatranky”, un brano del nostro primo disco “Socialismo Tascabile”. Il fatto che io lo ami così tanto non significa però che sia per forza il migliore. Penso che il brano più bello che ha scritto Umberto Palazzo sia invece “Tu non mi dai nulla”, tratto anche in questo caso dal suo primo album “La vita è facile”.

UMBERTO: se penso al punto che devo superare ora quel punto è “Primo sangue”. Di Max invece mi piace praticamente tutto e il mio pezzo preferito, non perché ci sia quella citazione, ma perché mi commuove sempre profondamente, è "Venti minuti".



…e quella più brutta ?(idem come sopra)

MAX: “Fermo!”, tratta dal nostro secondo disco “Bachelite” non penso sia il mio capolavoro, ma quando la ascolto mi strappa ancora un sorriso ugualmente. Si amano anche i figli meno dotati, suppongo. Forse di più di quelli già attrezzati di loro.

UMBERTO: “Fuck You”, sta in un ep, era uno scarto, sarebbe stato meglio che fosse rimasto tale.



La tua mongolfiera sta perdendo quota e per riassettarla devi gettare ineluttabilmente di sotto uno dei tuoi 2 compagni di viaggio: Godano o Agnelli? Non è consentito il sacrificio personale

MAX: facciamo tutti e due, ma solo per sicurezza!

UMBERTO: ma non ci penso proprio a sacrificarmi. Cristiano è un caro amico e quindi va da sé. Ma sai che sei un bel bastardo a farmi questa domanda?



Il gruppo italiano più sopravvalutato di sempre?

MAX: Negramaro

UMBERTO: Negramaro



…e quello più sottovalutato?

MAX: Virginiana Miller

UMBERTO: Ce ne sono troppi



In un impeto d’incazzatura incontenibile vi è mai passato per la testa di uccidere qualcuno? Anche per una sola frazione di secondo.

MAX: certo che sì, ma sono un brav’uomo e non sarei capace di fare male (almeno fisicamente) a nessuno.

UMBERTO: No, assolutamente no.



Papa Francesco: santa persona o artificioso fenomeno di marketing clericale?

MAX: mi sembra una persona educata. Non ho altre opinioni in merito.

UMBERTO: io non sono credente e sono anticlericale, però direi che sia qualcuno che è stato un giovane prete entusiasta del Concilio Ecumenico Vaticano II. Dal mio punto di vista questa è una cosa positiva.



Il disco, il viaggio, il libro, il film e la persona che vi hanno cambiato la vita?

MAX: “Siberia” dei Diaframma, che ho comprato qualche mese dopo la sua uscita nel 1985.
Un soggiorno di qualche settimana a Parigi nel 1989.
Il “Rosso e il Nero” di Stendhal letto appena finita l’adolescenza.
“Blade Runner”, che ho rivisto moltissime volte in varie versioni e in diverse epoche e che ho sempre trovato inarrivabile.
Infine Arturo Bertoldi, un compagno ed amico della mia città che mi ha insegnato l’importanza e la bellezza della politica e indirettamente grazie al quale ho poi, tanti anni dopo, iniziato a scrivere.

UMBERTO: Il disco: “Heroes” di David Bowie, è da lì che parte tutto.
Il film: “Cuore selvaggio” di David Lynch, che ha cambiato il mio senso estetico in un momento cruciale.
Il libro: “Cuore di tenebra” di Conrad per come spiega le pulsioni profonde dell’animo umano.
Il viaggio: quello in Inghilterra nel 1981, ospite da mia zia che faceva l'operaia a Bristol. Un corso accelerato di post punk.
La persona? Ogni persona con cui stabilisci un vero contatto ti cambia la vita.



Cosa non deve mai mancare dentro il vostro frigorifero?

MAX: Parmigiano Reggiano. Possibilmente prodotto con il latte delle vacche rosse locali.

UMBERTO: la lampadina.



Suonereste per 100.000 € alla festa della Lega?

MAX: solo se poi mi fanno fare una foto ricordo col Trota.

UMBERTO: no!



...e per il doppio della cifra a quella del PD?

MAX: questa estate in effetti abbiamo suonato a diverse feste del PD, però con ingaggi di circa un sessantesimo di duecentomila euro. Suonare un brano come “Lungimiranza” alla festa del PD, in effetti, non ha prezzo. Per noi, almeno.

UMBERTO: sì, tanto l’ho già fatto e per molto meno. Molto, molto, molto meno, anzi mi devono ancora pagare un paio di dj set.



La più grande delusione della vostra vita?

MAX: più che una delusione ho un grande rimpianto, per inciso molto recente. Non avere amato quanto avrei voluto e quanto avrei dovuto una persona meravigliosa. Si paga caro, si paga tutto.

UMBERTO: Essere tradito da uno a cui volevo bene e che credevo un amico.



Socialismo reale o dispotismo illuminato per uscire dalla crisi?

MAX: sono da sempre per il Socialismo in un solo quartiere: il vostro.

UMBERTO: non credo nell’autoritarismo. Per quanto possa far schifo la democrazia non crea mai l’infelicità che crea una dittatura.



Il vostro pasto finale prima della sedia elettrica?

MAX: tortelli di Zucca di mia nonna, carrello dei bolliti di Arnaldo a Rubiera (RE) e come dessert rovesciata di pesche del ristorante Condor di Reggio Emilia. Lambrusco a fiumi. Rutto libero.

UMBERTO: salmone.



Forza, 3 desideri da esprimere al volo!

MAX: perdere quindici chili, rifondare il PCI, trovare moglie.

UMBERTO: Buona salute per la mia famiglia e per me. Serenità. Armonia.



La canzone che vorreste per il vostro funerale? Qualche richiesta particolare per la scritta sulla lapide?

MAX: “Addio compagno Lupo”, una canzone partigiana che ho sempre adorato. La scritta sulla lapide che vorrei è solo questa: Massimiliano Collini: 30 marzo 1967 - 8 novembre 2117 (non mi perderei i festeggiamenti del bicentenario della Rivoluzione d’Ottobre per niente al mondo).

UMBERTO: nessuna canzone, almeno allora il silenzio. Per la scritta sulla lapide, boh…magari “Gli piaceva andare alle feste”.



L’ultima volta che avete pianto?

MAX: negli ultimi mesi ho pianto molte volte. Passerà. Prima o poi.

UMBERTO: ieri, ascoltando una canzone, ma non ti dirò quale.


Pubblicato il 17/09/2013