Simone Lenzi vs Gianni Maroccolo
di Antonio Belmonte

Dopo Max Collini vs Umberto Palazzo, e in attesa dell'intervistona doppia finale che vedrà come protagonisti niente popò di meno che Dio & Satana, ospitiamo a questo giro Simone Lenzi e Gianni Maroccolo che, da par loro, hanno pazientemente assecondato la nostra irritante curiosità.



Vi considerate debitori o creditori verso la scena musicale italiana?

SIMONE: Eviterei le metafore finanziarie. Almeno nella musica.

GIANNI: pari e patta, ho dato tanto e tanto ho ricevuto



In un momento di paralizzante sconforto avete mai pensato di attaccare lo strumento al chiodo?

SIMONE: c'ho pensato moltissime volte. Poi però ho sentito di avere il riconoscimento che cercavo, e che, comunque, scrivere delle canzoni rispondeva a una necessità profonda. Credo che appenderò lo strumento al chiodo quando capirò di non avere più nulla da dire.

GIANNI: solo una volta, poi una botta tremenda…mi ha fatto rinsavire



Un alieno scende sulla Terra. Dovete spiegargli cos’è la musica: che disco gli fareste ascoltare?

SIMONE: Credo che gli fischietterei qualcosa. Per cominciare, sarebbe più utile.

GIANNI: Desire / Tuxedomoon



...dovete anche spiegargli sommariamente com'è l'Italia e come sono gli italiani.

SIMONE: lo porterei a vedere la cupola del Brunelleschi, magari. E gli direi che siamo una grande civiltà sepolta, come gli Ateniesi o i Maya.

GIANNI: mission impossible!



Tra Scicli e Lampedusa in appena 4 giorni sono morti più di cento profughi sulle spiagge siciliane. Di fronte alla miseria che uccide ormai senza soluzione di continuità non pensate che il pericolo di assuefazione dell'opinione pubblica sia in agguato dietro l'angolo?

SIMONE: C'è un grande problema di assenza di empatia. I neuroni specchio si sono parecchio appannati nell'italiano medio. Ho letto dichiarazioni mostruose e di profonda piccineria morale.

GIANNI: viviamo nell’ovatta e nell’ ignoranza da 20 anni !!



Avete mai fatto del volontariato?

SIMONE: Sì, ma non mi piace parlarne. Queste cose si fanno senza dirle.

GIANNI: sì.



Ma davvero la bellezza salverà il mondo o si tratta solo di una grande stronzata?

SIMONE: la bellezza salva il mio mondo, che mi pare già qualcosa. Ognuno poi si salva come può e come sa.

GIANNI: quella d’animo, sì, potrebbe farcela.



Come, dove e con chi trascorrereste l’ultimo giorno prima della fine del mondo?

SIMONE: Immagino che lo passerei come un giorno qualunque. A casa mia. Magari inviteremmo degli amici a cena e giocheremmo a burraco. Porterei fuori Gus, il mio cane. Tutto qui.

GIANNI: in barca, in mezzo al mare…Con chi? Cielo/acqua/vento/stelle.



Un artista famoso del passato che avreste voluto conoscere di persona.

SIMONE: mi sarebbe piaciuto conoscere Morandi. Il pittore, naturalmente. Amo molto i suoi quadri. Mi sarebbe piaciuto vederlo dipingere. Vedere come preparava i colori sulla tavolozza.

GIANNI: Frank Zappa.



Il disco, il libro, il film, il viaggio e la persona che vi hanno cambiato la vita?

SIMONE: Hatful of Hollow, The Smiths, Au hasard Balthazar di Robert Bresson, Londra nel 1986. La mia maestra delle elementari, che era bellissima. Divenni un secchione per compiacerla.

GIANNI: 17RE, Il profumo, Bigfish, Mostar, Claudio Rocchi.



In tutta sincerità, da toscano a toscani: ma non vi fa incazzare la classica affermazione "Come siete simpatici voi toscani!" che solitamente ci viene rivolta non appena apriamo bocca?

SIMONE: Tantissimo. Ne ho scritto nel mio libro Sul lungomai di Livorno. C'è un bel paragrafo su questa cosa.

GIANNI: che lo pensino pure…sarà più godereccio sorprenderli.



Tre belle notizie che vorreste sentire al prossimo telegiornale

SIMONE: che cresce il PIL. Che si dimezza la disoccupazione giovanile. Che aprono migliaia di nuove aziende. Alla faccia dei decrescenti (col culo degli altri).

GIANNI: i viola vincono lo scudetto.



Il primo pensiero del mattino appena vi svegliate?

SIMONE: “No, devo portare fuori Gus, che palle!”. E poi però capisco che mi fa solo bene. Non è male prendersi cura di qualcuno o qualcosa, anche se fa fatica.

GIANNI: ma perché non ricordo mai i sogni?!



Un motivo tangibile per cui Dio, volendo, potrebbe anche esistere e uno invece per cui è proprio impossibile che esista.

SIMONE: Dio potrebbe esistere perché in Dio hanno creduto uomini e donne infinitamente migliori e più sapienti di me. L'esistenza di Berlusconi, di Beppe Grillo e delle zanzare invece mi porta al dubbio.

GIANNI: noi umani siamo la prova della sua esistenza ma a guardarci sembra impossibile che Dio esista…



Scopriamo gli altarini: qualche groupie che in passato vi ha fatto perdere la testa.

SIMONE: Una l'ho sposata.

GIANNI: sì in Francia, tantissimi anni fa. Somigliava a Chris Hynde dei Pretenders



Simone cosa non ti piace dei fiorentini? E a te Gianni dei livornesi?

SIMONE: La tendenza alla spocchia e a vivere di rendita sulle glorie passate. E comunque di cognome faccio Lenzi, i miei avi erano a Firenze molto prima che ci arrivassero quelli di Maroccolo.

GIANNI: io adoro Livorno e i livornesi.



Vi siete mai sentiti antagonisti a qualcuno o a qualcosa?

SIMONE: credo di essere antagonista soprattutto a me stesso: mi sono sabotato tante di quelle volte.

GIANNI: mai!



Il concerto della vostra carriera che al momento ricordate con più piacere.

SIMONE: Il primo, a Marino sui colli romani. Milioni di anni fa. Tanta emozione, la gente che sapeva le canzoni a memoria. Fu bellissimo.

GIANNI: quello che verrà…



Freddura: Fiumani o Pelù giù dalla torre?

SIMONE: La mia torre è d'avorio e nessuno dei due è qui con me.

GIANNI: sono altruista, mi getto io.



Una cosa, una sola, per la quale valga davvero la pena di vivere.

SIMONE: l'amor che move il sole e l'altre stelle.

GIANNI: la musica.


L'ultima volta che avete pianto?

SIMONE: Quando ho letto Stoner, di Williams, qualche mese fa.

GIANNI: ieri.


Pubblicato il 04/12/2013