Yokoano
di Davide Cosentino

Tra il soundcheck e la cena troviamo una ventina di minuti per accomodarci nel backstage e fare una piacevole chiacchierata con la band al completo.



Ciao ragazzi, innanzitutto piacere di conoscervi; abbiamo colto al volo l’occasione offerta da questa data varesina per organizzare con il vostro nuovo management ed etichetta (Indiebox) un’intervista con voi. Possiamo definire questa nuova “ripartenza” come una sorta di Yokoano 2.0, considerato un piccolo stop forzato , il cambio di etichetta ma, soprattutto, l’avvento di Mattia (ex Skruigners) al basso al posto di Zac. Vi ho lasciato un annetto fa in quel di Seregno (Honky Tonky) durante il tour promozionale di Ventre, e vi trovo innanzitutto più biondi, ci potete raccontare cosa è successo?

Sono cambiate un po’ di cose, abbiamo suonato fino all’inizio dell’estate, dopodiché Zac ha deciso di lasciare il gruppo per impegni personali, ha dovuto fare questa scelta e noi ci siamo trovati un po’ spiazzati, e ci siamo chiesti: “cosa facciamo, continuiamo, come facciamo a trovare uno che suona come lui, con quello stile?”. Dopo aver deciso che l’avventura non avrebbe potuto interrompersi, ci siamo detti: ”perché non provare a chiedere a Mattia?”. Ed eccoci qua.



A questo punto mi viene spontanea la domanda, nuovo materiale in arrivo?

Il nuovo materiale arriverà. Per il momento completiamo il tour di Ventre; considerati i parecchi cambiamenti dell’ultimo periodo, tra cui il cambio di management, come hai anticipato prima, e l’avvento di Mattia, possiamo dire che il sound subirà una deviazione verso il punkrock e l’hardcore. Ovviamente con Mani in alto ci siamo trovati benissimo, ma Indiebox rappresenta di più ciò che è Yokoano al momento.



Nuove sonorità, dunque, come immagino sentiremo stasera, maggiormente legate a una maggiore potenza ed aggressività, o stiamo parlando di veri e propri riff nuovi già pronti che si distaccano dall’attitudine malinconica di Ventre?

Quasi inaspettatamente ci troviamo a suonare sia in un modo che in un altro, forse proprio come un mix tra la potenza che ha aggiunto Mattia e le sonorità di Ventre. Vediamo come si svilupperà in studio questo aumento di potenza e velocità nel nostro modo di suonare live.



Mattia, parlaci un po’ di come è stato approdare negli Yokoano e in che rapporti sei rimasto con gli Skruigners.

Sono entusiasta della mia nuova avventura, e per quanto riguarda gli Skruigners, ufficialmente il gruppo non si è sciolto anche se siamo fermi da parecchio tempo, vediamo cosa ci propone il futuro.



Parlando invece di un argomento un po’ più generico, in relazione alla deriva che ha subito l’industria della musica in Italia, conseguentemente all’avvento di internet negli ultimi 15 anni, costretta ad aggrapparsi al carrozzone mainstrem dei programmi televisivi generalisti e plastificati, come vedete l’underground e in particolare se potete consigliare qualche nuovo nome interessante?

Che non sia quello degli Yokoano? (Risate). Credo che in Italia ci sia una grave crisi musicale, che colpisce anche i live, ci sono molti meno “personaggi” portatori sani di cultura musicale, e molti più “personaggi” costruiti. Si insegue il presente perché vende in diretta ma senza crescita, senza progressione. In questo modo si ripescano continuamente icone del passato per supplire alla mancanza di genuinità di ciò che offre il presente. Chi sperimenta viene accantonato, costretto a suonare davanti a 10 persone nei localini di provincia, ed affronta una sempre maggiore difficoltà nel trovare spazio. C’è molta confusione. Allo stesso tempo però c’è una parte della scena underground, che include anche l’hip hop, che si è evoluta parecchio, portando ad un altissimo livello qualitativo tanti progetti emergenti degli ultimi vent’anni. Uno dei paradossi di questi anni, è che la facilità con cui ci si può far vedere su internet e pubblicizzare, rispetto a quando era già tanto apparire sulle locandine dei centri sociali o su qualche fanzine, non è direttamente proporzionale alla qualità del prodotto, che privilegia e richiede la massificazione del messaggio piuttosto che il contenuto. Per esempio consideriamo quanto vale al giorno d’oggi avere tanti like su Facebook e quanto stupido sia incanalare la comunicazione sull’aspetto meramente social invece che sulla musica. Il fatto che ci sia gente che passa metà della propria giornata a farsi i cavoli degli altri su questa specie di tubo catodico multimediale è preoccupante e micidiale. Internet ha delle grandi potenzialità per comunicare tra le persone, ma in questo modo come al solito viene tutto sprecato.



Ok ragazzi, credo che per voi sia arrivata l’ora di cenare, in previsione del concerto, che spero sia all’insegna del solito stile “d’assalto” degli Yokoano.

Grazie a voi de laScena. Ciao a tutti!


Pubblicato il 03/12/2014