Rocky Horror & Pino Scotto
di Davide Cosentino

In occasione dell’uscita del nuovo disco dei Rocky Horror ne approfittiamo per fare due chiacchiere con Justice aka Gio, frontman della band, e con Pino Scotto che ha collaborato con loro in questo album.


Ciao Justice, innanzitutto vi faccio i complimenti! Ho ascoltato attentamente tutto il CD e lo trovo, parafrasando il titolo del vostro precedente disco, “in-your-face”. Molto diretto, a tratti anche tecnico, ma senza abbandonare il sound che vi caratterizza da sempre. Vuoi raccontarcene velocemente la genesi?
Justice: prima di tutto Davide ti ringrazio per le belle parole. Questo lavoro voleva essere il naturale proseguo di “Dritto in faccia”, ci abbiamo messo dentro l’esperienza maturata sul campo in questi anni “on the road” e la stessa passione degli inizi ed abbiamo poi impreziosito il tutto con una serie di collaborazioni illustri che arricchiscono i vari pezzi senza snaturarli: oltre al qui presente Pino, che duetta con noi nel singolo/video “Lo spazio che ti spetta” ci sono anche RU Catania degli Africa Unite, Luca dei Los Fastidios, Simone Martorana dei Folkabbestia, Nico Mudù dei Suoni Mudù, Vince Carpentieri (ex Almamegretta), Giuliano Palma & The Bluebeaters ecc.
Pino: È un ottimo disco, con bei testi.

Per quanto riguarda la produzione, sono rimasto molto colpito dalla pulizia del suono, in particolare quello delle chitarre, che non sempre per un gruppo Crossover/Nu Metal è scontato. Vi siete soffermati parecchio in studio su questo particolare?
J: diciamo che in studio ci siamo soffermati parecchio praticamente su ogni dettaglio, anche il più piccolo ed all’apparenza insignificante. Ci eravamo riproposti di ottenere un suono cristallino e penso che, grazie soprattutto al lavoro fatto dai vari sound engineers tra Italia ed U.S.A., alla fine ci siamo riusciti.

Passando alla tracklist, “Lara vive” è uno dei brani più interessanti, vuoi raccontarci il concept che sta dietro il testo, che immagino essere una storia di degrado e droga?
J: più che altro la traccia narra una storia di fragilità e solitudine e trae ispirazione da fatti realmente accaduti. Parla di una ragazza, Lara (nome di fantasia, ndr) caduta nel baratro dell’eroina e della sua lotta per ricominciare a vivere.

In “Sai com’è” invece trattate un argomento molto delicato come la manipolazione dell’informazione a piacimento di governi e “poteri occulti” (es. Area 51, ecc.). Ormai con Internet fa sorridere pensare che ci possano essere ancora “zone d’ombra”, invece ci sono…Cosa ne pensi?
J: penso che conosciamo solo una minima parte della verità, siamo solo pedoni in una grande scacchiera…ma non è detto che il pedone a volte non possa fare scacco matto al re!

Parliamo ora di “Stop Al Panico”, cover dei mitici Isola Posse All Stars (Gopher D, ecc.). Come è nata la collaborazionecon Vince Carpentieri (ex Almamegretta)?
J: in passato ci è capitato spesso di “aprire” per gli Almamegretta, si è creata così una bella amicizia con Gennaro T, 4MX, ecc., ed ovviamente con lo stesso Vince, legame che poi si è tramutato in un’indimenticabile giornata in studio di registrazione.

La connection con Pino vi vedrà ancora protagonisti dal vivo, ho visto che ci sono già delle date in programma
J: sì, attualmente oltre che da soli, siamo in tour “all together” con il side project Pino Scotto & Rocky Horror.
P: yeah! Ci divertiamo un sacco ad ogni concerto.

La prima volta che t’incontrai Pino, fu ad un concerto dei Metallica, a Milano, circa 25 anni fa. Io ero un ragazzino “appena uscito di casa”, tu opening act al Monsters of Rock! Ti paragono spesso a Paul Di’Anno (ex Iron Maiden), con cui voi ragazzi avete anche suonato, in quanto ad energia e voglia di stare sul palco, anche perché per entrambi non ci sono dietro major o sponsor a spingervi, come invece magari vale per altri figure storiche del Metal (es. Ozzy, ecc.). insomma, si capisce che lo fai solo per inseguire la stessa adrenalina di 40 anni fa. Sbaglio?
P: non sbagli! Finché il pubblico mi vorrà, sarò sempre sul palco! Rock ‘n’ Roll!

Pino vuoi svelarci la storia che sta dietro al singolo e video “Lo Spazio Che Ci Spetta”?
P: Francesco, il loro bassista, è un mio vecchio amico, mi ha fatto sentire il brano e mi è subito piaciuto, e dopo aver registrato le mie parti di voce sono stato io stesso a dirgli che se ne avessero fatto un video non sarei voluto mancare durante le riprese.

E vuoi dirci anche qualcosa riguardo il tuo ultimo full-length “Vuoti di memoria”?
P: certo! È stato pubblicato a maggio scorso, lanciato dal videoclip “Povera patria”, e al suo interno ci sono cover di grandi autori del passato come Renato Rascel, ecc…E poi ci sono anche due inediti.

Ho sempre stimato molto quelle formazioni che sono andate avanti per la loro strada senza badare molto a tendenze e mode passeggere. Mi riferisco a Los Fastidios, con cui voi avete anche diviso il palco e che hanno inoltre un loro “rappresentante” in “Sciogli il tempo”, Assalti Frontali e molti altri che fortunatamente mantengono alta la bandiera della coerenza. Voi appartenete sicuramente a questo modo di fare musica. Ne convieni?
J: le mode passano, gruppi come quelli che hai citato non tramonteranno mai, infatti dopo anni di carriera sfornano ancora grandi dischi e sono perennemente in tournee, ed il fatto che tu ci paragoni a loro non può che lusingarci. Grazie!


Pubblicato il 07/03/2015



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