Dente
di Redazione

13 risposte stringate per raccontare Dente: le nostre due collaboratrici Sara Bracco e Cristina Fontanarosa hanno girato al cantautore di Fidenza una manciata di domande per un telegrafico quanto illuminante botta e risposta.


Com'è stato e che significato ha avuto per Giuseppe Peveri il concerto di Dente al 1° Maggio?
E’ stata un'esperienza divertente.

Parli delle tue canzoni come delle fotografie: fissano emozioni pronte a svanire o a trasformarsi nell'attimo successivo. I tuoi testi nascono anche così, come istantanee fissate su carta, magari su un foglio o su un taccuino che ti porti sempre appresso?
Ovunque, su fogli taccuini, scontrini, cellulare. ma il più delle volte non scrivo e perdo tutto nella memoria che non ho.

Nonostante il forte legame con la lingua italiana, hai voglia di andare all'estero per farti conoscere?
Volentieri andrei in Francia. Penso che sia un paese migliore del nostro per quanto riguarda la cultura e il rispetto della musica. Mi piacerebbe proporre il mio lavoro lì.

La copertina de "L'Amore non è Bello" è un immagine di Beatrice De Giacomo: se facessimo gioco contrario e dovessi musicare un fermo immagine quale sceglieresti, tratto da film magari o presa dal particolare di un quadro più o meno famoso?
”Ophelia” di John Everett Millais che per altro è stato la copertina del primo disco di De Gregori, quindi forse non vale…Però è un quadro stupendo.

Dalle equazioni coi sentimenti di "Amore non è un opinione" alla disillusione e alle sentenze dichiarate a testa alta dell'ultimo "L'amore non è bello!" che cosa è cambiato per Dente e in Dente?
Credo nulla di rilevante; sono un essere umano e cambio col tempo come tutti. Crescere, cambiare ed invecchiare sono cose di cui si accorgono solo gli altri. Io scrivo quello che mi passa davanti e nella testa elaborandolo a modo mio. Tutto qua.

Parlaci del tuo rapporto con l'etichetta Ghost Records a cui si devono moltissime ottime uscite anche in quest'ultimo periodo.
Lavoriamo insieme da meno di un anno e abbiamo già fatto tante cose e ottenuto molti risultati e credo che Ghost abbia un grande merito in questo.

Dove hai ascoltato e quale ultimo disco hai acquistato?
Non ne compro da tempo, me ne regalano tanti e l'ultimo che ho ascoltato assiduamente è il nuovo dei Masoko, una band di Roma molto in gamba.

Quali sono stati gli ascolti con i quali sei cresciuto, da chi hai tratto maggiormente ispirazione?
Ho ascoltato molta musica italiana anni '60 perché i miei genitori avevano quella e credo che mi abbia inconsciamente formato. Poi, con l'età, ho ascoltato tante cose e passato varie fasi, da quella del country americano a quella rock e via dicendo. Ultimamente ascolto musica italiana sia nuova nuova che quella degli anni passati, specialmente cantautori del periodo di gloria degli anni '70.

Parlaci della tua collaborazione alla compilation "Il Paese è reale" voluta dagli Afterhours subito dopo Sanremo?
E’ un progetto ambizioso e intelligente a cui ho partecipato con gioia.

Cosa ci dici a proposito delle nuove tecnologie come myspace, facebook e comunque internet in generale?
Non sono più nuove, sono ormai indispensabile parte del gioco e realtà a tutti gli effetti.

Perchè in Italia un musicista di qualità deve procurarsi più concerti possibile per campare dignitosamente considerando il fatto che se fosse per le vendite dei propri cd mangerebbe cipolle lungo i binari di una stazione? Cosa non funziona per te nel mercato discografico?
Il download selvaggio ha fatto crollare le vendite dei dischi e le case discografiche sono in mutande anche perché continuano a ragionare in un modo antico come se non si accorgessero di quello che c'è veramente.

Alla fine dei conti si fa musica per la gloria, il denaro o per il bisogno di comunicare a più persone possibili ciò che si è veramente?
Io la faccio perché mi piace scrivere canzoni, mi dà soddisfazione.


Pubblicato il 15/05/2009