A tavola con gli Elisir
di Miriam Ruth Carmeli

Venerdì 23 Ottobre presso il Teatro del Sale, piccolo gioiello artistico-culinario, presente nel cuore fiorentino, ho avuto modo di scoprire che certe impressioni sono solo l’inizio di grandi emozioni.
Non credo molto nei premi che vengono dati in giro, temo siano solo il frutto di un agguerrito ufficio turistico che cerca di attrarre mondanità in luoghi sconosciuti ai più, nei peggiori dei casi solo tentativi di depauperare le casse provinciali.
Non ho mai provato grande interesse per le voci femminili vive.
Con queste premesse mi sono presentata al Teatro del Sale per cercare di comprendere chi fossero questi Elisir, vincitori della targa Tenco 2009.
Appena mi è giunto il cd sono stata letteralmente coinvolta dal loro stile che non è solo musicale, c’era qualcosa di nuovo e allo stesso tempo qualcosa di presente da sempre. Non nego che subito ho mutato in mp3 "Un italiano a Parigi", "Mondo Storto", il "Valzer di Angelina" e "Neve" (dopo lo sciabordio dell’"Estate" di Bruno Martino) , per portarli con me, ascoltarli e riascoltarli. Nel fare ciò un timore mi assaliva: se fosse solo un colpo di fortuna? Se tutto questo nuovo aroma musicale fosse solo quel quid centrato dopo numerosi tentativi di piacere per vincere un qualche riconoscimento che aumentasse le serate?
I musicisti arrivano tardi a causa di problemi al loro treno: Paola, la cantante, mi avverte, per cui nell’attesa mi perdo nei perfetti dettagli del Teatro rimuginando domande, immaginando come potesse essere una donna che scrive con estrema dolcezza malinconiche rime e fanciulleschi giochi di parole. Una diva? Una finta sciattona, una di quelle finte modeste? Una di quelle “sono unica nel mio stile e lo so”?
Arrivano, poco tempo per il soundcheck, un certo nervosismo nell’aria, gli habitué devono entrare per nutrire le pance... prima ancora del cuore.
Si mangia!
Posso finalmente scoprire che l’autrice dei testi degli Elisir è una persona delicata nei modi, graziosa, la noteresti per femminilità e per quel caschetto nero; ma dal breve soundcheck è ben chiara una cosa: il palco è suo!
Gli Elisir non sono figli del caso, Paola Donzella lavora a questo progetto da più di 7 anni. Fondamentale è stato il viaggio in Francia in cui ha avuto modo di lasciarsi nutrire dal mondo degli chansonnier parigini, con cui inizia il suo viaggio di cantautrice, e di coltivare la sua passione per il jazz-manouche di Django Reinhardt.
Il suo percorso artistico di formazione è concentrato nel realizzare in modo perfetto questo progetto: ci sono le lezioni di canto jazz, ma comprende che è solo un tassello per lei, ne assimila la tecnica ma lo scavalca. Importante è l’incontro con la sua insegnate Luisa Francia con la quale studia dal 2005 ( a lezione una volta a settimana): con lei Paola attua una relazione molto positiva in quanto porta i suoi testi, le musiche ed il lavoro è più mirato. Per combattere la sua timidezza ci sono le lezioni di teatro, per rendere chiara ogni parola che cela un mondo di significati ci sono le lezioni di dizione. Nulla al caso. Si sente.
E i giochi di parole?
(Lei sorride sbuffando): "Basta con questa idea del cantautore triste... bisogna sdrammatizzare”. Ma mal celata c'è una certa inquietudine nei suoi occhi…
Paolo Sportelli è la mente musicale del progetto. Appena sentii "Mondo Storto" e "Neve" mi chiesi il perché di certe scelte armoniche (con i dovuti limiti di una persona che non sa ma che intuisce sonorità che non simpatizzano con quello che si sente di solito). Paolo ha radici classiche, diplomato in composizione e direzione d’orchestra, studi che portano ad avere una grande padronanza del pentagramma, e se si è curiosi come lui i risultati possono percorrere quel limite intrigante tra l’affascinante e il fastidioso.
Consapevole che siamo in Italia domando: ma come campate?
"Lei ha un’agenzia di eventi artistici, lui insegna musica".
Cosa insegna Paolo ai suoi allievi?
"Ciò che si sta perdendo, grazie anche alla moda televisiva di creare personaggi prima ancora che artisti, la fatica. La volontà di raggiungere un determinato scopo con il sudore, con l’impegno".
Alla domanda: cosa ne pensi dei giovani geni che riempiono i cartelloni?
Paolo mi sorprende con la sua risposta. Lui considera importante l’onestà. "Un’artista deve essere onesto, evitare di svendersi, o vendersi in base alle mode, o alla moda a cui ha dato inizio".
Mi ha permesso di fare un zoom sul problema della valorizzazione della cultura in Italia, che spesso è ritenuta come conseguenza di una errata gestione a livello di macrosistema... ed invece ha cause singole, di scelte individuali. Oramai molti sono disponibili alle marchette artistiche purché ben pagate. E il pubblico mal nutrito si affeziona ad un nome senza percepirne il reale valore. Disonestà artistica. Ma non è il caso degli Elisir.
La collaborazione tra questi due artisti ha dato un risultato splendido. E’ difficile reggere una serata con pezzi propri, senza standard, senza ammiccamenti alle orecchie del sazio ascoltatore, ma questa musica è signora. Sono rimasta colpita dalla partecipazione al bis di "Pere e Cioccolato" (il brano nato con lo scopo di essere hit), le persone in sala canticchiavano il ritornello, applaudivano a ritmo, muovevano le teste... partecipavano realmente. Per non parlare poi della signora che gagliarda si vanta con il suo tipo “l’ho registrata sul cell. domani al lavoro me lo risento”. Probabilmente un atteggiamento poco etico, era meglio comprarsi il cd...ma questo legame immediato, da consumatore medio per della musica fatta bene... è una speranza per il futuro.
Naturalmente il merito non è solo dei due, gli Elisir sono altri tre musicisti di notevole spessore, il contrabbassista Daniele Petrosillo, l’anima jazz, il chitarrista Daniele Gregolin, l’anima rock e Walter Calloni, il batterista che porta con se un bagaglio storico musicale che arricchisce il gruppo. Un trio che amalgamato alla voce di Paola e al piano di Paolo incanta.
Contenti per il premio Tenco?
"Certo, anche se ha messo loro addosso la responsabilità di dimostrare di valere. Prima del premio sei uno che prova a fare l’artista, dopo il premio sei un artista. Una sorta di patente".
Attendo di poter ascoltare il loro prossimo lavoro, poiché ascoltando dal vivo i brani del loro primo disco auto-prodotto “Il cane che fuma” e i brani del loro primo disco ufficiale “Pere e Cioccolato” sono certa che sarà uno splendido gioiello musicale.
Dimenticavo: in “Pere e Cioccolato” ci sono delle collaborazioni in amicizia con Fabrizio Bosso, Javier Girotto... ed altri noti artisti, ma vi assicuro che dal vivo gli Elisir splendono di luce propria. Osservazione condivisa anche da chi li ha sentiti al Blue Note.


Pubblicato il 07/11/2009


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