Fulvio Buccafusco: "A Short Story"
di Francesco Pizzinelli

Fulvio Buccafusco
A Short Story
Fritzcarraldo Records
www.fulviobuccafusco.com


Il mio direttore ogni volta mi sgrida perché vuole che citi il titolo di almeno una canzone di un disco, quando lo recensisco: ha ragione, però questa volta mi deve perdonare, non lo farò, perché qua si entra in un mondo molto diverso dai dischi che solitamente ricevo. Questo è Jazz. Si tratta di buon jazz? Di jazz contaminato? Di jazz “di routine?” Ammetto che fatico a stabilirlo: è un genere attraverso il quale è raro che io mi avventuri, non ne conosco molto - se non quello che sanno più o meno tutti - ma devo ammettere che ascoltando il nuovo album del contrabbassista siciliano Fulvio Buccafusco (e sodali) mi sono chiesto: esiste il “jazz indipendente”? Sì, insomma, ci sono jazzisti non troppo considerati nella scena jazzistica italiana, che però, magari, sono bravi, bravissimi?
Sono comunque una sorta di musicista, e credo di saper riconoscere qualcuno quando sa suonare: e questi lo sanno fare, eccome. Trovata la location giusta, il disco può essere davvero un compagno ideale: magari una serata particolare, magari un decongestionante tragitto in auto. Ripeto, non me ne intendo troppo: però, grande rispetto.

1 – Keep smiling
2 – Blue butterfly
3 – Il giardino dei tarocchi
4 – The love of a fat man
5 – Where should I go?
6 – A short story
7 – House of spice
8 – Per te

Line up:
Fulvio Buccafusco: basso
Stan Sulzmann: sax tenore
Nikki Iles: piano
Ettore Fioravanti: batteria


Pubblicato il 16/06/2014