Chiara Minaldi - "Intimate"
di Andrea Belmonte

Chiara Rinaldi
Intimate

Rnc Music S.r.l
00:41:51
http://www.myspace.com/chiaraminaldi

Tra jazz e pop, (poche) canzoni originali e (tanti) classici rivisitati, l’album d’esordio dell’agrigentina Chiara Minaldi è un ascolto piacevole ma non decolla.
Non me ne vogliano Chiara e i suoi collaboratori per questo incipit caustico, ma non riesco a trovare parole migliori per rappresentare la sensazione di incompiutezza che l’ascolto di questa raccolta mi suscita.
Spiego meglio: Chiara è una cantante valida e preparata, bel timbro e ottimo fraseggio, le cover selezionate sono perle – come potrebbe essere altrimenti, pescando dal catalogo di Joni Mitchell, Sting, Beatles? – ; il trio di musicisti che la supporta è fortissimo e il lavoro in studio valorizza con equilibrio tanto la parte musicale che quella vocale. Però…
Però una manciata scarsa di canzoni originali – quattro, di cui una sola scritta in italiano – è poca cosa per far entrare l’ascoltatore in sintonia con l’animo di un’artista, accostarlo alla sua essenza intima, come il titolo dell’album suggerirebbe.
Certo rileggere, far proprie composizioni altrui, oltre che omaggio è esercizio di personalità, ma va da sé che molti interpreti ben rodati difficilmente sfigurerebbero sopra all’armonia (già perfetta in prima stesura) di Blackbird della premiata ditta Lennon-McCartney, per citare uno dei tanti episodi in scaletta; ed in effetti la strada di rivisitare grandi classici in chiave jazz – o comunque in chiave altra rispetto all’originale – è stata ed è parecchio battuta da nomi più e meno noti del panorama internazionale.
Difficile, quindi, spiccare, a meno che non si estremizzi il concetto di personalizzare come fa egregiamente Petra Magoni con i suoi Musica Nuda, per citare un coraggioso e premiato esempio italiano.
Così concepito, “Intimate”, sta perfettamente al centro di un bivio: è un album che si ascolta volentieri ma tende, dopo alcuni ascolti, a confondersi con tanta musica da sottofondo; va, insomma, poco oltre l’idea del “biglietto da visita”, funzionale a far conoscere le doti di interprete dell’artista siciliana, meno a esprimere quel che Chiara è rispetto a quel che fa.
Il suggerimento che mi permetto di dare, considerate le doti e la capacità di comporre e scrivere liriche della Nostra, è quello di invertire la tendenza, spostando l’ago della bilancia verso episodi originali, capaci di rappresentare la propria unicità.
Perché le cover, più o meno bene, le fanno in troppi e la musica emergente, specie in Italia, ha bisogno di rischiare per staccarsi dallo sfondo.

TRACKLIST:
1. River (J.Mitchell)
2. Until (Sting)
3. Un evidente stato d'animo
4. I try
5. All I need (Air)
6. Teardrop (Massive attack)
7. The rain still falls
8. Parting
9. Blackbird (Lennon/McCartney)
10.On the 4th of July (J. taylor)

FORMAZIONE:
Chiara Minaldi: voce
Mauro Schiavone: piano
Gabbrio Bevilacqua: contrabbasso
Fabrizio Giambanco: batteria


Pubblicato il 03/09/2014