Teresa De Sio
Tutto cambia
di Paolo Bartaletti

copertina

I nomi contano, e in questa impresa di nomi importanti ce ne sono davvero parecchi: Teresa De Sio, naturalmente, con Max Rosati alla chitarra e una grande band etnica; e poi De Andrè, Pagani, Modugno, Carboni, Don Andrea Gallo, E. De Filippo e, per pura suggestione, Matteo Salvatore. Il risultato è un gran bel disco, che porta molto avanti il lavoro di ricerca, di scavo e di denuncia della De Sio. Nel grigiore culturale presente, nell’etica dell’opportunismo, nel servilismo interessato, nella “monnezza” materiale e morale presente non solo a Napoli ma al centro del potere, pezzi come Basso impero colpiscono la mente e il cuore facendo scattare una reazione da “indignados”. Era forse dai tempi di “Povera patria” di Battiato che non arrivava un così efficace colpo di frusta. Diamo quindi il giusto merito a Teresa per aver saputo amalgamare e fondere tanti spunti (altrui e suoi) in brani vivi e vitali, con testi intelligenti e toccanti e musica appassionata ed intensa. Decisamente suggestivo l’adattamento alla “lingua” napoletana della Crêuza de mä deandreiana, così come la protesta di De Filippo e l’eco dolente e fascinoso del Brigante di Modugno. E che dire poi delle poche parole di Don Gallo, che bisognerebbe scolpire sui muri di tutte le Istituzioni. E la De Sio passa dal lirismo di Tutto cambia all’intenzione di farsi guida per i deboli e gli emarginati di Canta cu me, fino a farsi Brigantessa per recuperare e far recuperare la dignità e la voglia di lottare, con quella voce, ora tersa ora graffiante, che è solo sua.


Pubblicato il 01/10/2011



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