The White Screamed Shout
The Birth Ep
di Max Sannella

copertina

Oramai l’alienazione sanguigna è la loro seconda casa; Jack Mostro e Ginotonico, due elementi elettricizzanti della scena elettro-punkcore decidono di allearsi in duo e di cremarsi nel logo The White Screamed Shout, per far tremare un qualcosa anche all’infuori della cortina consueta, e lo fanno con “The Birth Ep”, sei turbolenze attive che sconvolgono melodie e stati normali riverberati, una tracklist ossessa, una “online noise collective” che agita il lettore, l’ascolto e – assolutamente tanto per farne parte – l’ennesimo incedere di una contaminazione industrial che poi tanto male non fa.
Non c’è nessuna paura che il duo in questione rischi il sovraffollamento di idee, l’intero disco gira su canovacci potenti, frastornanti, tra lancinati rapporti HC alla Slipknot, lontani Sigue Sigue Sputnik e momentanee paludi d’inquietudine al pianoforte Where’s the monster? o che addirittura mimano un destabilizzate R’N’B alieno The torture, quello che rimane un po’ accampato in stand by da parte dell’orecchio è l’effettiva dimostrazione sonora che l’Ep possa dare all’infuori dei significati underground fini a se stessi, praticamente il registrato in questione potrà rimanere incollato per un po’ nell’immaginazione collettiva o scivolerà via senza la minima sbavatura ancorante? E’ presto per dirlo, per ora riesce a smentire la regola del “less is more”, e con la robotica-metal della titletrack, la ripercussione roboante che mina My prison will be freedom – che fa risalire alla memoria i worm-up pre-concerto di un giovane e allampanato Alice Cooper - il registrato si attesta sulle cose da “ripassare meglio”, da rileggere fino in fondo, ma che intanto gira superbamente nella sua anarchia rumorosa, sbomballante e screamadelicamente free.


Pubblicato il 08/10/2012



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