Nadia & The Rabbits
Noblesse Oblique
di Max Sannella

copertina

Mille colori, mille arrivi e ancor mille partenze tra le sfumature senza domicilio di Nadia Von Jacobi, artista tedesca ma italiana d’adozione e dall’anima girovaga, una figurazione che – ad un primissimo ascolto – potrebbe già diventare un nome di riferimento per un nuovo “pop internazionale” da far girare con convinzione su palinsesti e playlist radiofoniche a sfinimento; un disco ed una voce slim, agevole e dettagliato che è una piacevolezza smisurata da ascoltare tutto d’un fiato.
L’esordio con “Song fairy tales”, serate e riconoscimenti, poi con l’incontro con i suoi “conigli”, il moniker Nadia & The Rabbits e la produzione di Lele Battista, ecco qua “Noblesse oblique”, undici tracce di ampio respiro, dove non stupisce ascoltare con quale eleganza soft siano arrangiate e “condotte” da questa bella interprete, tracce di un pop velato ed arioso che amministrano una mescola di melodie – ora in italiano, ora in inglese e tedesco – che danno la sensazione netta di stare affacciati ad una finestra spalancata sul cielo e su un cuore qualsiasi; musica per stati d’animo cangianti, note per pensare o evadere in voli pindarici, segni indelebili che rintracciano citazioni e poetica easy, leggera, il latin jazzly di una giornata uggiosa di Moongirl, le trame di sax che disegnano Paths gone o i tasti di un pianoforte e fisarmonica field che ammorbidiscono lo spirito di When it’s raining.
Disco di ottimi languori e sospiri che, completati dalla stupenda voce di Nadia, fanno suggestione a mille, avvolgente come un plaid caldo e avvincente come un amore corrisposto nella visione arieggiata di una Carole King nostrana (Let us be free, She’s like the wind e Spring will come); quello cha Nadia ed i suoi “conigli” hanno imbastito non è semplicemente un album di buon pop a strati, ma un significato cantautorale e a specchio, che non ha nessuna remora a competere con un cielo stellato e perdutamente femminile (Last home).
Impossibile non averne una copia sotto il cuscino.


Pubblicato il 21/02/2013