Oslo Tapes
Oslo Tapes (Un cuore in pasto a pesci con teste di cane)
di Vittorio Lannutti

copertina

Campitelli, deus ex machina dell’etichetta DeAmbula e leader dei Marigold ha rafforzato la collaborazione con Cambuzat degli Ulan Bator, col quale si era confrontato in precedenza, per concretizzare questo progetto. Coadiuvato anche da numerosi collaboratori, tra i quali Nicola Manzan (Bologna Violenta), il duo si instrada lungo un sentiero fatto di trame musicali noise nelle quali convivono i fantasmi del miglior indie-rock degli anni ’90. Sperimentale ed evocativo il disco non ha mai tempi morti, grazie a continue stimolazioni noise e a chitarre vibranti in salsa shoegaze che dominano autorevolmente la scena. Davvero nessun passo falso tra i numerosi momenti di implosione sonora (Nove illusioni tra le altre) e altri ipnotico/psichedelici (Marea), fino ai frangenti dark noise di matrice velvettiana.
I testi sono quasi tutti in italiano, tranne un paio in francese: si rievoca a tratti il primo Santo Niente (Attraversando), in altri l’esistenzialismo francese dei ’60 (Crocifissione privée) mentre intrigano i cambi di registro stilistico di Elogio, con stop, ripartenze, accelerazioni e rallentamenti poco rassicuranti.
Un lavoro completo, corposo e ben riuscito, grazie alla capacità del duo di mantenere la tensione in tutti gli undici brani, senza soluzione di continuità.


Pubblicato il 19/04/2013



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