Petrolio
Di cosa si nasce
di Vittorio Lannutti

copertina

Petrolio è il moniker dietro cui si cela Enrico Cerrato, già attivo in ambito metal (Infection Code), industrial (Gabbiainferno) e jazz/noise (Moska). Non stupisce quindi che in Di cosa si nasce confluiscano, quasi per inerzia, gli ingredienti principali di tutti e tre i progetti precedenti.
Nei sette brani in scaletta, infatti, prevale un’elettronica oltremodo angosciante e ‘depressa’, spesso incattivita con feedback noises, ma che non si priva di provvidenziali cambi di registro stilistico. Eating lihts slowly vanta un incedere inquietante e imperioso al contempo, dopo una intro di piano in slow motion che rimanda agli umori dei Nine Inch Nails di Hurt. In Le bot noir le sabbie mobili elettrificate che alimentano il brano evocano dei Neurosis elettronici, a differenza di Le mater de odio il cui ritmo martellante sconfina nell’industrial più annichilente, alla fine non poi così tanto distante dagli incubi mortiferi del mai dimenticato Atrax Morgue.
Nel complesso un lavoro ostico ma intrigante che saprà soddisfare anche i palati esigenti di coloro che sono da più tempo avvezzi a certe sonorità (Godflesh, Khost, Lietterschpich).


Pubblicato il 18/06/2017



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