Nico Gulino
Meglio morir d’amore
di Carmine Della Pia

copertina

Il calore e l’estro siciliano ci sono tutti, nel disco di Nico Gulino, Meglio Morir d’Amore. Con una lunga gavetta alle spalle, il cantautore catanese dà alle stampe il suo primo lavoro, una raccolta di brani che si lascia ascoltare piacevolmente senza particolari sconvolgimenti. Denis Marino e Toni Carbone curano, rispettivamente, arrangiamenti e produzione artistica; e un album curato da chi è stato al lavoro con nomi del calibro di Carmen Consoli, Luca Madonia e Gabriella Lucia Grasso, tra gli altri, non può che promettere bene.
Tra i nove brani si alternano episodi swing à-la Buscaglione, certamente ben interpretati, e altre brevi aperture a un cantautorato più intimo e personale, sorretto da piano e archi. Piccole chicche che ricordano, a tratti, l’ultimo Fabi, ma anche qualche perla nascosta tra un disco e l’altro della cantantessa compaesana. È proprio in quest’ultima trasfigurazione che il nostro sembra dare il meglio di sé, e ne sono la testimonianza brani come A Volte Gli Occhi, che apre il disco, Ogni Tanto e, soprattutto, La Tua Poesia, che chiude splendidamente il breve set con un sussurrato e un sax che invogliano l’ascoltatore a saperne di più.
In generale, una buona prima prova, con l’invito, o la speranza, che il cantautore si allontani da schemi e stilemi già sentiti, seppur affrontati, comunque, più che degnamente. Nico Gulino dimostra di saperci fare con lo swing, ma allo stesso tempo fornisce indizi su quello a cui potrebbe aspirare se fosse scevro da sovrastrutture che rischiano di rendere i brani un po’ troppo simili tra loro, perché spesso dice molto di più un piccolo giro di archi, o un piano, che un’intera ensemble, e questo è esattamente il caso.
Buona materia di base, quindi lo si attende al varco con fiducia.


Pubblicato il 10/07/2017