Les Fleurs Des Maladives
Il rock è morto
di Davide Cosentino

copertina

Il rock è morto dei lariani Les Fleurs Des Maladives, prodotto da Max Zanotti per Ostile Records ha fondamentalmente un gran pregio: è maledettamente “in your face” (forse fin troppo).
Una manciata di ottimi brani (Homo sapiens, primo singolo, Attacchi di panico, La canzone del condannato), sulla lunga scia di quel filone geneticamente discendente dal garage-punk che vide tra i maggiori esponenti The Hellacopters, Hardcore Superstars e Turbonegro, che deflagra un’altissima densità sonica con il minimo dei fattori in gioco.
La voce di Dav è esattamente come la vorresti sentire, i testi (in italiano) convincono e non tolgono armonia agli arrangiamenti, come purtroppo spesso succede. La sezione ritmica è un frullatore, pochissime sbavature; la chitarra distorta a tratti “sgarella”, con qualche frequenza che si perde per strada, ma d’altronde il rock è morto…Quindi va benissimo così.
Sull’ottima strada per farsi conoscere da un pubblico che ha ancora bisogno di queste emozioni, come atavico e primordiale bisogno di ricongiungersi con l’origine del peccato: saranno i tre scimmioni i nostri Caronti verso l’eden del punk rock?


Pubblicato il 03/08/2017



Inserisci il tuo commento

Nome:


Commento:




Ancora nessun commento