Darman
Segale cornuta
di Davide Cosentino

copertina

Dario Mangiascale racchiude sotto lo pseudonimo di Darman il suo materiale solista, tra alt rock e una leggera dose di darkwave/psichedelia. Gli undici brani di Segale cornuta (per l’etichetta Ayawasca Sciamani Musicali) scorrono via lisci e catturano l’ascoltatore soprattutto quando a prevalere è la matrice oscura (Claviceps purpurea, Curiosity, Strana creatura), ad appannaggio di un più classico sound italico che nel bene e nel male recita la propria influenza (Lucy, Numeri, Mora di rovo). Pregevole il lavoro delle sei corde, ben ispirate su trame quasi desert rock e di scandinava memoria. Trova spazio anche un sollazzante post punk (Full-time).
Ci sa fare il compositore di origini calabresi, il cui timbro particolarmente americaneggiante non fa perdere slancio alle liriche in lingua italiana (rarità nel genere). Una produzione meno casalinga e più attenta ai dettagli avrebbe alzato lo spessore qualitativo di un album che, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, riesce a essere decisamente poco ripetitivo e derivativo.
Da dimenticare La febbre del guano e il suo testo imbarazzante. Nel complesso, più che sufficiente.


Pubblicato il 07/08/2017



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