Sick Tamburo
Un giorno nuovo
di Davide Cosentino

copertina

Disco dopo disco prende forma la (seconda) maturità degli incappucciati di Pordenone. Senza regole, dogmi discografici (ormai inesistenti, per fortuna o dispiacere a seconda dei punti di vista) e punti di riferimento: il riffing di Gian Maria Accusani come marchio di fabbrica indiscusso, i testi, accessibili a tutti, diretti e sfacciati e l’ineluttabile consapevolezza del senso di appartenenza a tutto ciò.
E se in A.I.U.T.O la folgorazione di E so che sai che un giorno era ancora circondata da una sperimentazione punk-noise di buon livello e in Senza vergogna l’approccio melodico diventava intimista, in Un giorno nuovo si trascende ogni stile ribadendo inequivocabilmente un solo concetto: fedeli alla linea! Quella linea che vede malinconie tingersi di speranze ma restare tali, attraverso il caleidoscopio della vita nei suoi concetti base, amore, morte e del ciclo che le compie.
E chissenefrega se “la dinamica degli arrangiamenti è sempre la stessa” o se “i Prozac+ erano meglio” perché in questo momento i ST danno una lezione di indie-pop più o meno a tutti. In super evidenza: Sei il mio demone, La fine della chemio, Ad altro siamo pronti, Meno male che ci sei tu (con la partecipazione di Motta).


Pubblicato il 10/08/2017



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