Godblesscomputers
Solchi
di Carmine Della Pia

copertina

Dio benedica i computer, non c’è dubbio, e quando capita sotto mano un disco che porta questa firma si potrebbe pensare a una ensemble elettronica, com’è giusto e intuibile che sia. Solo che Godblesscomputers è frutto di una sola, giovane e brillante mente musicale, ovvero quella del ravennate Lorenzo Nada.
Solchi rappresenta la sua terza prova su disco, alla realizzazione della quale il musicista è giunto dopo un lungo anno di lavoro partendo dal ritrovamento di vecchie cassette in soffitta. Riduttivo inchiodare Godblesscomputers a un solo genere, perché i suoi brani partono da una base elettronica per poi bussare e affacciarsi su altri mondi: hip hop, neosoul, dub. “Sono un musicista di elettronica umana”, dichiarava anni fa a proposito del proprio sound, perché agli strumenti si aggiungono e si intersecano suoni quotidiani, fruscii, brusii. In Brothers, la lunga intro che apre il disco, suonano chiavi e carillon, mentre un tappeto musicale ambient, condito da sonorità elettroniche a tutto spiano e raffinati echi neosoul, caratterizza How about U, impreziosita peraltro dalla voce del cantante siciliano Davide Shorty. Adriatica è una lunga e calda jam, mentre Life on fire ospita una più che gradita incursione reggae a cura di Forelock.
Solchi è un viaggio visionario in cui la vena malinconica risulta particolarmente in evidenza. Notevoli i compagni di viaggio del musicista che danno linfa e voce ai racconti, come i Klune in Dreamers, una delle vette più alte dell’intero progetto. Ma, parlando di gemme, è solo poco dopo che arriva la testimonianza di tutto l’estro del musicista: Records è un funk elettronico mozzafiato - da fuoriclasse - composto con il multistrumentista Ricky Cardelli. Diverse le basi composte in seguito al ritrovamento di vecchi dischi e strumenti, così come gli intermezzi strumentali che sembrano guardare in retrospettiva: l’ultima traccia, Freddo, è composta da registrazioni su nastro incise dal musicista da bambino.
Come in un continuo saliscendi tra passato e futuro, il disco illustra un viaggio di crescita e consapevolezza di sé, e alterna vecchi ricordi a nuove ispirazioni. Caldo, suggestivo, ipnotico, come il suono dei solchi di un disco, poco prima che inizi a suonare.


Pubblicato il 08/09/2017