Devid Winter
Be Yourself
di Paolo Bartaletti

copertina

A volte i titoli sono dei veri e propri manifesti programmatici. Devid Winter, per quasi due decenni leader degli Atman (gruppo che non ha riscosso le attenzioni che avrebbe meritato), si mette in proprio e, appunto, nell’album di esordio solista decide di mettere tutto sé stesso, nei testi e nelle passioni musicali. Certo, a partire dalla radiosa Sunny day, gli Atman si fanno sentire eccome, e non poteva essere altrimenti dato che il nostro ne è stato testa, cuore e anima; ma l’evidente necessità di sviscerare il proprio io lo porta a realizzare un autentico compendio enciclopedico sul rock d’oltre oceano (e pure d’oltre manica) che va dalla zeppeliniana Chains alle ballate stile Lou Reed (la splendida title-track su tutte), dalla tradizione americana di No more lies - con tanto di ukulele - alla musica di frontiera di Emily, con una chitarra acustica che fa sognare.
Il tutto con testi (a volte) chiaramente autobiografici (la nascita di una figlia in primis, Emily appunto) che fanno comprendere la passione che ha accompagnato la realizzazione dell’album e, soprattutto, con quell’autentico marchio di fabbrica che è la sua voce, unica nel nostro panorama. La produzione e gli arrangiamenti sfiorano il maniacale, con la presenza, peraltro, di archi e fiati perfettamente inseriti nel tessuto sonoro delle varie scritture, ed è splendido pure il “fumettistico” artwork.
Riesce francamente difficile qualificare questo lavoro come musica italiana, ma siamo sicuri che il buon Devid saprà instradare sempre più adepti sulla giusta strada del rock d’autore, anticonformista e di qualità.
Da non perdere.


Pubblicato il 25/10/2017