Piccola Orchestra Karasciò
Qualcosa mi sfugge
di Vittorio Lannutti

copertina

Il pop-folk cantautorale di Qualcosa mi sfugge conferma le buone premesse dei due dischi precedenti della formazione bergamasca. Si tratta di un lavoro centrato sulla consapevolezza della fine dei vent’anni e del problematico ingresso nella fase dell’assunzione delle responsabilità: i trent’anni, appunto.
La Piccola Orchestra Karasciò sviscera questa transizione con testi semplici ma efficaci e descrittivi, senza particolari iperboli poetiche, sempre puntuali, con un sound ora allegro ora riflessivo. Strada facendo si passa, infatti, dal folk disincantato di A canzoni non si fan rivoluzioni alla nostalgia avvolgente de Il nodo, toccando anche momenti ben più ritmati, come la tagliente Respiro o la sincopata Passa il treno, animata da un folk-blues frizzante e ballabile.
Per i neo trentenni, terrorizzati dalla prospettiva di dover crescere, questo disco funzionerà probabilmente meglio di un ansiolitico: in maniera intelligente e allegra li aiuterà a prendere consapevolezza dell’inesorabile trascorrere del tempo. Insomma, piacevolmente taumaturgico. Vi pare poco?


Pubblicato il 08/11/2017