Circo Boia
Circoboia
di Davide Cosentino

copertina

Il debutto omonimo dei Circo Boia (autoprodotto sotto la supervisione di Dischi Bervisti), da Grosseto, scarica come un temporale su Saigon dieci tracce di alto livello; alla cui matrice di fondo, un solido garage punk spinto da una bassline a tratti psychobilly, si aggiungono ventate di wave mansoniana (Doppler, The world of tomorrow), un combat reggae da classifica (Fight for love) e persino dei violini irish folk in Ye!Ho! Qua e là si scorgono similitudini con i primi The Kills e in Liar si sconfina persino nel blues! Ma è con Negen, She walks into the fire, I think you’re right, Lick the hell ed Hellride che prende corpo la vera essenza del dynamic duo: ai ritornelli che farebbero saltare anche Mike Muir (e in generale tutti i nostalgici dei 90’s) seguono strofe malsane, sofferte e graffiate dalla particolare voce della Fassari, la quale gestisce con autorevolezza l’intero spettro melodico delle composizioni; che sia malinconico, dolce, velenoso o trasgressivo.
E come se non bastasse, la produzione di Gian Maria Accusani conferisce quella sana “gioia nera” al sound. Con discreto anticipo riservo loro la mia personalissima (seppur inutile) nomination a miglior long playing dell’anno solare made in Italy.


Pubblicato il 20/11/2017