ELL3
Camouflage
di Luciano Bellanova

copertina

Non nascondo il fatto che di fronte a queste sonorità la sensazione è sempre quella di trovarmi in uno studio televisivo con un pulsante davanti e la voglia urgente di inventarmi qualche battutina maligna, per supplire al fatto che comunque una cantante come ELL3 la vorresti comunque nel tuo team una volta buttato l’occhio all’applausometro. Questo perché l’ascolto iniziale di Camouflage, il primo EP della giovane torinese, sembra un lavoro elettro-synthpop come molti altri, nella sua pulizia e nei suoi virtuosismi un po’ telefonati di chi ha una padronanza sopra la media dei propri mezzi vocali, e un’idea precisa di cosa vuole far uscire dalle casse monitor dello studio di registrazione.
Le vibrazioni del timbro black della voce risultano piacevoli per tutto l’ascolto, così come gli arrangiamenti retti da fondamenta jazz e soul. Tuttavia si sente la mancanza di maggior complessità di bassi e drum, così come quella di un messaggio interessante trasmesso dai testi. Seppure questi risultino incisivi e inseriti con maestria sulle basi a dar loro un certo tono autoritario tipico del genere, insieme a un mixaggio che sa ben puntare le luci del palco sulle doti canore della ragazza.
ELL3 si propone di esprimere le sue visioni, ma sembra non tener conto della complessità di quello che circonda la sua voce. I segnali incoraggianti ci sono, non resta che aspettare una vera opera prima con un maggior equilibrio tra forma e contenuti.


Pubblicato il 11/12/2017