Misto
Helios
di Carmine Della Pia

copertina

Un progetto musicale che si arricchisce del suo secondo capitolo: Helios è il nuovo disco di Misto. A poco più di un anno dall’Ep Infinite Mirrors il polistrumentista genovese Mirko Viscuso autoproduce un lavoro strumentale che parte da un sound prettamente post rock per abbracciare influenze prog, shoegaze, finanche metal.
Il rassicurante intro di Buried Under Remote Lands introduce il viaggio che esplode già nella frenetica Polemic Guy Wants To Fight, nel suo combinare chitarre elettriche e batteria in modo egregio. Daffodils Crashing Into The Water sembra muoversi su binari lenti e introspettivi, e ben presto entrano in scena i violini a farla da padrone. A dispetto dei titoli lunghissimi Helios non presenta testi: può capitare talvolta di ascoltare brani strumentali che lamentano l’assenza di un testo risultando spesso scarni e incompleti, ma non è davvero questo il caso. Il disco si lascia suonare permettendo all’ascoltatore di autofabbricarsi le proprie trame, come se i brani parlassero pur non proferendo parola alcuna.
La title-track, capitolo più affascinante del set, è anche il pezzo più lungo, ed è più o meno a questo punto che non può non stupire la sola presenza di Viscuso alla produzione dell’intero lavoro. Un one man band capace di regalare un prodotto ricco di rimandi e suggestioni, in totale indipendenza e autonomia.


Pubblicato il 24/12/2017