Parco Lambro
Parco Lambro
di Davide Cosentino

copertina

Un’altra interessante release per Music Force che ristampa (in collaborazione con Toks Records) l’omonimo esordio dei Parco Lambro, formazione dedita a un raffinato progressive rock strumentale. Ma per quanto quest’ultimo rimanga genere di riferimento e base di partenza strutturale, oltre che approdo sicuro finale, sono il free jazz e il post rock a tirare le fila di questo disco.
Si parte con #5, che impone una serrata concorrenza ai Calibro 35 sul fronte della rivisitazione di sonorità e ambientazioni noir/poliziesche (il riff centrale è alquanto devastante: farebbe felice anche Tony Iommi) e si prosegue con Nord (Parte I e II), che introduce la componente psichedelica senza però trascurare spiragli di acid rock. È quindi determinante il ruolo della chitarra elettrica, che scandisce aperture e ripartenze improvvisate come quasi solo gli Area sapevano fare.
In Not for you gli inseguimenti tra fiati e synth si alternano fino all’ultima nota (passando per le uniche tracce vocali presenti) nella celebrazione onirica dell’immaginario multiforme (spesso lisergico) che la sperimentazione garantiva nel ventennio magico ’65-‘85. Che prendono corpo e sostanza definitivamente in Notturno e Ibis (Parte I e II), in cui basso, chitarra e batteria si riappropriano della scena; a completare un lavoro quasi epico per quantità (55’) e sinergie, potenzialità live e tecnica individuale, oltre che aggancio ideale come eventuale colonna sonora retrò. Eccellente.


Pubblicato il 26/01/2018