Vertical
Equoreaction
di Luciano Bellanova

copertina

I 15 minuti buoni di questo nuovo EP dei Vertical sono fatti per non annoiare. L’approccio risulta più sfaccettato di quanto già non ci aspetti da questa piccola e polivalente orchestra con già molti anni ed esperienze importanti alle spalle (prestigiose collaborazioni con James Taylor, supporto all’ultimo tour italiano di James Brown). Il filo conduttore di Equoreaction è, come prevedibile, la voglia di groove, dispensata alternativamente da ronzanti synth a basse frequenze (la title-track), bassi sicuri nel loro manovrare il collo dell’ascoltatore col joystic (Alpha) e chitarre skunk (Sour).
Lo spazio rimanente è occupato da psichedelia e jazzismi da sottofondo di una serata in birreria, con piacevoli comparsate di momenti ballabili e parole sepolte dai riverberi: tipici segni distintivi di chi sa padroneggiare le tecniche più cool per mantenere alto l’interesse per queste sonorità. Equoreaction, dunque, incarna uno dei modi appropriati di far capire ai giovani freschi di studi accademici come si inizia a uscire dallo spartito.


Pubblicato il 05/02/2018