Baustelle
L’amore e la violenza vol. 2
di Paolo Bartaletti

copertina

A circa un anno di distanza dal precedente, arriva il secondo capitolo dell’ultima fatica in studio del gruppo di origine toscana; e già dalla copertina, con le stesse protagoniste, si capisce che non si tratta tanto di un “nuovo album” quanto della seconda (e differita) parte di un teorico doppio. La conferma arriva poi dai medesimi arrangiamenti elettronici e, per lo più, dai temi trattati, ispirati a storie d’amore “latu sensu” spurie, infelici, triangolari.
Rispetto al primo, però, qua qualcosa funziona meglio: non ci sono pause creative e l’album scorre fluido come il miele, a partire dal singolo (atipico) Veronica n. 2, con la metrica accelerata per rincorrere il pezzo, al successivo (e vero singolo?) Lei malgrado te, che sfodera tutte le caratteristiche trascinanti dei brani di successo del gruppo, con tanto di ghirigori disco-soul alla I Will Survive; passando dalla suadente A proposito di lei, cantata da Rachele e con la magica sovrapposizione delle voci solo nel ritornello, e la intensa e orchestrale (almeno nelle intenzioni) L’amore è negativo, fino alla conclusiva Il minotauro di Borges che chiude in crescendo un lavoro decisamente compiuto.
I Baustelle restano volutamente un po’ dandy, retrò e decadenti (nel senso letterario del termine) ma capaci come pochi di inanellare melodie vincenti, sia pure per confezionare brani “oscenamente pop” (parafrasando Bianconi in un’intervista anticipatoria del primo volume) o meglio, come da sottotitolo, “dodici nuovi pezzi facili”; ma non è per niente facile, si perdonerà lo scontato gioco di parole, scrivere pezzi facili così.


Pubblicato il 29/03/2018