Gibilterra
Alcune Piccole Verità
di Antonio Belmonte

copertina

È con colpevole ritardo che mi ritrovo a recensire Alcune Piccole Verità, autoproduzione d’esordio dei Gibilterra i quali, in appena cinque brani, provano a raccontare, col cuore in mano, scampoli di quotidianità più o meno surreale, più o meno ironica, più o meno amara, più o meno appassionante. Insomma, alla fine, quella di tutti noi.
Il companatico musicale gira intorno a sonorità dalla predominante nervatura acustica dove easy pop, folk meticcio (tra America e Mediterraneo) e canzone d’autore si abbracciano dentro melodie tanto leggere quanto depositarie di sacrosante “piccole verità” esistenziali (vi basti quel “Sono debole perché non riesco a fare finta di essere libero / Ho troppe cose che mi affliggono.” che potremmo tranquillamente coniugare alla prima persona plurale).
Nonostante la sua brevità il debutto dei biellesi Riccardo Ruggeri e Martino Pini riesce comunque a fiorire in tutto quel suo intimismo disilluso che nei fraseggi di chitarra e nell’accattivante gioco di voci trova la sua più congeniale forma espressiva: dalle provvidenziali tentazioni jazz della 6 corde che vivacizzano il finale dell’opener Da domani torno in me alla morbidezza cantautoriale di un Niccolo Fabi o di un Ron nascosta tra le increspature di Maledetto e Prendimi, dalle “uggiose” reminiscenze battistiane di Wifi che si vestono strada facendo di saettante sarcasmo (“In questo buco di paese il Wifi, dopo il cibo, è tra le più importanti spese”) fino a quella Piove troppo forte, dove Fabio Concato sembra cantare insieme ai Kings Of Convenience, tutto lascia presagire piccole delizie umorali da sviluppare al meglio in un auspicabile full-length.


Pubblicato il 15/04/2018