Plasma Expander
Kimidanzeigendi Ruggero Trast

Mi ci sono voluti sei cespi di radicchio trevigiano e mezzo chilo di salatini ma alla fine ho capito che i Plasma Expander - che io continuo nella mia testa a chiamare Transponder - mi piacciono da morire. Scorticano la placenta e impediscono lo scambio metabolico tra madre e feto. Stream of consciusness, Pace libera rutti e Sardegna Indipendente. Per tutti i formaggi di Francia! “Kimidanzeigen” è il disco strumentale italiano migliore dai tempi di “Before and After Dinner” dei Rosolina Mar. Non ti dà tregua. Quando ti offre qualcosa di simile ad un armistizio, si tratta in realtà di una divagazione rumorosa di quelle che ti sparano sulla faccia un nuovo tic e ti pettinano come Johnny Suede nell’omonimo film di Tom DiCillo. Per il resto, è un susseguirsi di sberle distorte e compresse che ti gonfiano di lividi, ti bendano gli occhi e ti fanno girare a turbina, cosicché quando di nuovo vedi la luce del sole ti sembra di essere al centro di un ciclone e preghi di avere un pampers a portata di mano. E’ un singhiozzo elettrico che si apre all’improvviso e indica vie di fuga verso melodie che in alcuni punti fanno tanto Pixies (Why Not), incursioni negli ultimi 30 anni del secolo scorso, ping pong di chitarre e batteria per cuori blindati.
E l’artwork spacca il culo ai passeri solitari.
E l’artwork spacca il culo ai passeri solitari.
Pubblicato il 08/02/2010
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