Cockoo
La teoria degli atomidi Vittorio Lannutti

Forse l’uomo ed il suo pianeta sono giunti ad un punto di non ritorno. Speriamo di no! Intanto questi quattro astigiani vogliono sapere che fine faranno le nostre molecole e nella loro “Teoria degli atomi” hanno deciso di ripartire dall’essenza dell’uomo: la socializzazione. Con questo esordio i Cockoo, infatti, analizzano e descrivono le diverse sfaccettature delle relazioni umane attraverso un buon pop rock, con diversi richiami ai Timoria peraltro, soprattutto per l’estensione vocale del cantante sempre sostenuta dal resto del gruppo con ben calibrata dinamicità ritmico-melodica. Persino in fase di accelerazione i quattro piemontesi rispettano il senso della misura e della proporzione, senza mai scollarsi da un rock contenuto e ben strutturato.
Il brano utilizzato come singolo, Voodootech, è una bella filastrocca, con un ritornello accattivante, ironica e dotata di ritmica circolarità. Anche in Caos molecolare il rock spadroneggia, con richiami all’hard rock dei ’70.Prigione amica può vantare un giro di chitarra ossessivo mentre l’introspettiva title track profuma di prog-rock.
Un buon esordio nel nome del rock che non alza la voce.
Il brano utilizzato come singolo, Voodootech, è una bella filastrocca, con un ritornello accattivante, ironica e dotata di ritmica circolarità. Anche in Caos molecolare il rock spadroneggia, con richiami all’hard rock dei ’70.Prigione amica può vantare un giro di chitarra ossessivo mentre l’introspettiva title track profuma di prog-rock.
Un buon esordio nel nome del rock che non alza la voce.
Pubblicato il 21/02/2010
Inserisci il tuo commento
Ancora nessun commento
