The Please
E’LTICA – Sermon Your Nihilismdi Ruggero Trast

Devo dire, onestamente, che all’inizio questo disco mi spaventa un po’… Parte come una specie di innesto di Yanni su Venditti e mi dico che forse avevo capito male. Poi però succede qualcosa. Arriva una voce imperturbabile, quasi indifferente a tutto quello che le capita intorno, tra Antony, Pavement, Arcade Fire e Bruce Springsteen su una pianura strumentale sterminata. E allora, le cose cominciano a girare nel senso di un album pop di classe, non particolarmente originale ma comunque interessante e sopra la media del poppettone ottenuto mescolando gli avanzi del giorno prima. Un gusto vagamente retrò permea tutta la seconda parte del disco e lo rende sempre più piacevole, dando validità e significato all’anagrafe del progetto. In mezzo, nelle esplosioni sinfoniche, si fa poi strada un rivolo pulito che porta all’incrocio tra Pedro The Lion e gli U2 prima della svolta ‘facciamo lo stesso album per sempre, nessuno se ne accorgerà’. Ci sono milioni di nomi che vengono in mente, canzone dopo canzone. Ma – e questo è importante – la spontaneità e la personalità non vengono mai meno. Forse è il pregio maggiore di un disco che a tratti fa pensare un po’ a quelle bande di paese che sfilano per la via principale, si ritrovano in strade chiuse, si schiacciano contro una parete imprevista senza che l’ultima fila riesca a capire cosa sta succedendo davanti, perché, nonostante l’effetto domino sia dietro l’angolo, comunque si continua a suonare. E’ infine d’obbligo sottolineare che “E’LTICA – Sermon Your Nihilism” è uno dei primi capitoli della storia, ancora tutta da scrivere, della neonata ‘Il Verso del Cinghiale’, alla quale auguro di cuore un’immensa fortuna. Perché, di questi tempi, avere anche solo il coraggio di mettere in piedi un’etichetta, è un’impresa che merita quantomeno un monumento. Quindi, in bocca al lupo.
Pubblicato il 03/03/2010
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