OM
Decapitalismodi Paolo Bartaletti

Ancora uno sguardo sulla Sicilia, stavolta attraverso gli occhi dei poliedrici OM. Ascoltandoli viene innegabilmente in testa Giuliano Palma ed il suo tipico rocksteady ma le mille contaminazioni presenti aprono porte decisamente curiose. Una canzone per tutte: in Attualità si parte con un discreto piglio rock, si intercala la base di cui sopra con bridge arabeggianti, un “urlo” alla Litfiba prima maniera e qualche apertura surf a tastiere spiegate. E così via…Tra esplicite citazioni (“la cantina buia” di Battisti e “il treno dei desideri” di Conte, ma anche altre) e impliciti (mica tanto) richiami (Bandabardò, in pezzi come Marionetta, C’era una volta e E’ tempo ma anche inequivocabili spruzzate di Neffa qua e là) si passano in rassegna le paure da brividi lungo la schiena enfatizzate dai film horror d’autore di molti anni fa, il priapismo, lo stress quotidiano che porta l’insonnia, la stupida attitudine all’autodistruzione delle stragi del sabato sera e, più in generale, tutto quanto fa…decapitalismo. Anche se, paradossalmente, la pagina più affascinante è lasciata alla ghost-track con una strana poesia sul lavoro e la solitudine.
Il lavoro è co-prodotto dal Conservatorio di musica Vicenzo Bellini di Palermo e qualcosa vorrà pur dire sulla qualità dei suoni. Album onesto, leggero (anche se meno di quanto sembrerebbe ai primi ascolti, soprattutto nei testi) e senz’altro gradevole, soprattutto per gli amanti del genere.
Il lavoro è co-prodotto dal Conservatorio di musica Vicenzo Bellini di Palermo e qualcosa vorrà pur dire sulla qualità dei suoni. Album onesto, leggero (anche se meno di quanto sembrerebbe ai primi ascolti, soprattutto nei testi) e senz’altro gradevole, soprattutto per gli amanti del genere.
Pubblicato il 23/07/2010
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