Musica nelle Aie
di Francesco Pizzinelli

Musica nelle Aie 2011


Inizia a non essere semplice scrivere de “La Musica nelle Aie”, sostanzialmente per due motivi: la formula non cambia mai e quindi c’è il forte rischio di ripetersi ma soprattutto, col tempo, l’evento è diventato così noto da rischiare di essere un inutile megafono di qualcosa che il lettore conosce già da solo…Eh sì, perché se mi capita di andare al cinema a Faenza e, durante gli spot, c’è anche quello di Aldo Foschini & Soci, allora significa che davvero le cose hanno preso una piega inaspettata.
Me ne accorgo già dal mio arrivo in città: completamente intasata, gente in macchina che viene rispedita indietro (a Castel Raniero non si passa dopo una certa ora, ma esiste una nutritissima flotta di autobus, di cui mi sono servito anche io), famiglie in bicicletta, ragazzi a piedi, insomma un vero e proprio formicaio. La vita del giurato della Musica nelle Aie è dura: i gruppi sono tanti, sparsi lungo un percorso lungo e spesso sotto un sole di rame, tra l’altro non sempre quando passi la band di turno si sta esibendo, magari si sta prendendo una pausa e ti tocca aspettare o (nefasta opzione) ripassare; il livello musicale è, al solito, medio-alto, con qualche gruppo locale che si crea un capannello intorno, con parenti e amici e amici degli amici, e qualche altro che viene da lontano, magari ingiustamente snobbato perché piazzato in una posizione infelice. Per la cronaca vincono i Demodé, grazie al loro etnofolk-jazzato – incalzati in sede di votazione finale da altre talentuose bands come Giuliano Gabriele & Jacaranda, Radio Zastava e Piccola Bottega Baltazar – mentre sono i ravennati Radis ad aggiudicarsi lo scrutinio popolare. Ma questo è davvero un dettaglio, la festa è per tutti: peccato che, a rovinarne parzialmente il finale, quest’anno ci abbia pensato il tempo, che ha iniziato a peggiorare verso le 20.00 ed ha creato non poche difficoltà al Parto delle Nuvole Pesanti, guest star di chiusura.
Insomma, anche per quest’anno missione compiuta, sempre più gente e bands sempre più brave. Aldo Foschini è come John “Hannibal” Smith: adora i piani ben riusciti.


Pubblicato il 11/05/2011