Marlene Kuntz
di Francesco Pizzinelli

Marlene Kuntz
Velvet, Rimini
14/05/2011


Uno dei manifesti all’ingresso del club ufficializza la discesa di Paola & Chiara negli inferi dei party-nostalgia anni 90…Al mio arrivo non c’è fila, poche automobili parcheggiate: piano piano la gente aumenterà, ma senza togliere la sensazione di una serata sottotono. E dire che era una festa di compleanno: il compleanno del mitico Velvet.
I Marlene (+ bassista e polistrumentista) salgono sul palco accolti da un ovazione: l’età media non è alta, ci sono molti giovanissimi che cantano a memoria tutte le canzoni, anche quelle dell’ultimo “Ricoveri virtuali e sexy solitudini” che, in fase di recensione, aveva generato più di una perplessità.
Godano è uno sciamano e interpreta fin troppo bene il suo ruolo: durante il live cerca spesso il contatto con Bergia (curiosamente posizionato con la batteria alla sinistra del cantante, in stile Afterhours), mentre Tesio resta per tutto il tempo in disparte (dissapori? Non è dato sapere…).
Il live è lungo e all’interno offre, oltre alle nuove canzoni, anche alcuni regali dal passato come Infinità e Ape regina (applauditissime): la formazione è ovviamente rodatissima e genera i brani a memoria, con interpretazioni ora muscolari, ora intense, raramente sopra le righe; addirittura Godano ad un certo punto parla, evento più unico che raro e racconta di come il Velvet di Rimini sia stato un locale molto importante per la storia dei Marlene, e di come fossero felici di partecipare alla sua festa. Unica nota stonata di una performance tutto sommato più che positiva, il finale noised’ordinanza, che ormai in Italia fanno praticamente tutti, senza soluzione di continuità: francamente, ormai è più alternativo evitarlo.


Pubblicato il 25/05/2011