Ginevra Di Marco
di Antonio Belmonte

“L’anima della Terra vista dalle stelle” è uno spettacolo che Ginevra Di Marco porta ormai in giro da tempo. La formula è collaudatissima, coinvolgente e, soprattutto, apprezzata dal pubblico perché a tutti gli effetti formativa, nel senso pregnante del termine, per quel suo mescolare scienza, musica e racconti attraverso l’interazione tra la Di Marco stessa e l’astrofisica Margherita Hack. Una versione in miniatura di questo show – rinominato per l’occasione “Di Terra, di stelle e di passioni…” – ha avuto luogo Venerdì 18 maggio presso la minuscola sala Set del Teatro Politeama di Poggibonsi all’interno della rassegna “Comunicare la scienza”. Tutto si è svolto all’interno di un contesto intimo e raccolto, per quanto affollato fino all’inverosimile, e per forza di cose a ranghi ridotti con un’inossidabile Margherita Hack assente fisicamente ma collegata via Skype dalla sua casa di Trieste e una Ginevra Di Marco accompagnata sul palco dai soli Francesco Magnelli & Andrea Salvadori; ciononostante il tema della serata - comprendere il cielo sopra di noi, il mondo in cui viviamo, le nostre emozioni, i nostri sogni e le nostre responsabilità – ha preservato inalterato il suo fascino, tra rivisitazione della tradizione musicale popolare e didascalico romanticismo cosmico, legati entrambi da un minimo comun denominatore, l’uomo e la sua esperienza terrena.
Alla Hack in versione Skype viene affidata l’apertura della serata - consumata tra calorosi saluti al pubblico presente e sentite considerazioni sull’immigrazione, il lavoro, l’emarginazione e le stelle, condendo il tutto, come da sua abitudine, con velenose frecciatine politiche (con l’immancabile Trota posto al centro del bersaglio!) - mentre a Ginevra Di Marco & Co. spetta il compito di allietarla, intervallando gli illuminanti interventi degli scienziati di turno con alcuni degli episodi più rappresentativi del loro repertorio tradizionale. Alla fine tutto fila liscio come l’olio sul duplice binario dell’informazione e del divertimento, senza tempi morti o rischiosi momenti di tedio accademico: per dovere di cronaca, e causa devota ammirazione per l’incantevole voce di Ginevra Di Marco, segnaliamo tra i momenti più emozionanti della serata la filastrocca La formicuzza e il grillo, Les Tziganes di Leo Ferrè, Amara terra mia di Modugno, Gracias a la vida e la movimentata chiusura affidata alla ballata popolare I Maccheroni di Matteo Salvatore.
Insomma, una splendida serata alla faccia di chi spesso dice che la musica non fa cultura!


Pubblicato il 31/05/2012