Massimo Volume
di CaterinaNirta

Lunedì 16 Luglio il festival “Botanique” organizzato dall'Estragon di Bologna ha ospitato un pezzo della storia musicale Italiana. Inutile girarci intorno: i Massimo Volume sono tra le band più importanti e significative sul piano musicale e letterario che questo paese abbia mai prodotto. Tra le più consistenti: cinque album in studio, mai un passo falso, neppure il tanto criticato “Club Prive'' del 1999, non capito per la sua nervosa rassegnazione, una calma schizofrenica e inquietante, e perché Mimì per la prima volta abbandona il reading e si piega al cantato. Un lavoro eccellente che, unito agli altri quattro album, dipinge il ritratto di un gruppo raro e prezioso all'interno del panorama underground Italiano. E dunque non c'è timore né esitazione nel posizionare i Massimo Volume una spanna più avanti di moltissime band che oggi popolano la scena e che, a torto o a ragione, portano avanti la bandiera del rock alternativo in Italia. Ma veniamo al concerto di Bologna, penultima data del lunghissimo tour “Cattive Abitudini”, iniziato quasi due anni fa e conclusosi a Roma il 17 Luglio. Annunciati per le 21.00, passa l'ora di ritardo canonica, i Massimo Volume appaiono sul palco alle 22 in punto e, senza alcuna parola di circostanza, via con Robert Lowell, ”chi l'avrebbe mai detto di ritrovarci qui, giugno 2010 in un pomeriggio di piaggia e di sole seduti di fronte alle nostre parole?”; bellissimo pezzo d'apertura di “Cattive Abitudini', album che ha sancito nel 2010 la reunion della band.
Il pubblico, il loro pubblico, in una Bologna che è casa, in religioso silenzio, caldo e accogliente, attento ad ogni inflessione della voce di Mimì quasi a voler farsi carico dell'ondata di tensione mista a sofferenza che gli si scaglia in faccia ad ogni parola e a trasformarla in affetto e riconoscenza; e quella voce granitica che racconta di persone vere, emozioni fatte di carne ed ossa, situazioni di vita quotidiana nella quale si insinua andandone a scoperchiare gli angoli più nascosti ed apparentemente banali, ma in realtà veri e propri focolai pronti ad esplodere. Un pubblico certamente abituato alla scrittura di Clementi e al pathos raggiunto nello spettacolo live, un pubblico che non ha paura del reading, non teme - al contrario di quel che banalmente si legge - che l'assenza di melodia possa intaccare il buon esito della canzone, ma che, al contrario, carpisce la purezza e l'impegno emotivo impiegati e sa bene quando c'è solo da ascoltare o quando è il caso di intervenire, esaltato e dirompente su pezzi come Litio, Fausto, Cattive Abitudini, La Bellezza Violata dall'ultimo album. Una dopo l'altra si alternano quasi tutti i pezzi di “Cattive Abitudini” a brani storici da “Lungo I Bordi” (1995) e “Da Qui” (1997), ed è proprio con pezzi come Seyshelles '81, Meglio di Uno Specchio e Senza Un Posto Dove Dormire che il pubblico, incontenibile, da il meglio di sé, e Clementi & Co. incalzano alzando la posta in gioco con Il Tempo Scorre Lungo i Bordi, Venute dallo Spazio + Ororo, brano cult dal primo album “Stanze”> (1991) e Fuoco Fauto, "For Leo", come sottolineato dallo stesso Clementi.
Un concerto in puro stile Massimo Volume: un'ora e mezza di intensissima musica e parole, parole urlate anche quando sono sussurrate, spietate e crude ma che allo stesso tempo diventano familiari perché si rivolgono a ciascuno e non riconoscersi è un'occasione persa, riconoscersi, invece, richiede uno sforzo emotivo non indifferente. Non c'è niente di rassicurante e niente fuori posto, viene fuori ancora una volta la poetica asciutta e spietata - ma sempre compassionevole - della band che più di tutte è riuscita in questi anni a ricavare pura poesia dalle più semplici azioni del quotidiano e che, in pochi versi, trasforma i suoi anonimi protagonisti in eroi di tutti i giorni. Mimì ci fissa tutti, è visibilmente soddisfatto e vuole esser sicuro di riuscire a condividere questo momento con il suo pubblico; sorride, scambia uno sguardo compiaciuto con i suoi compagni, ringrazia ed esce di scena con garbo così come ci era entrato, ma con una promessa: "Questa e' la penultima data di “Cattive Abitudini”, ma ci rivediamo l'anno prossimo”.


Pubblicato il 22/07/2012