Alice
di Antonio Belmonte

Alice
Firenze, Teatro Puccini
13 Dicembre 2012

Non ricordatevi di Alice solo per la sua inaspettata vittoria alla 31° edizione del Festival di Sanremo, peraltro con il brano meno sanremese della storia, e neanche per aver prestato più volte la sua voce inconfondibile a certo repertorio battiatano, no, perché Alice brilla di luce propria, con o senza Sanremo, con o senza Battiato. Le sue rare esibizioni dal vivo lo dimostrano a chiare lettere, compreso l’ultimo concerto fiorentino presso il Teatro Puccini.
Accompagnata da una formazione a quattro (chitarra, basso, batteria e synth) la cantautrice forlivese, nonostante i postumi di una raucedine, seduce fin da subito il pubblico presente con Tempo senza tempo – tratta dal bellissimo LP “Il sole nella pioggia” del 1989 – per poi riprendersi in mano il presente con una nutrita rappresentanza di brani tratti dall’ultimo lavoro “Samsara”, da Nata Ieri (scritta per lei da Tiziano Ferro) all’incantevole incedere deandréano di Autunno Già. Il resto, poi, viene da sé…Il pop avanguardistico che l’ha resa ugualmente famosa tra i "palati fini" e le classifiche bollenti della hit-parade viene sviscerato con la consueta raffinatezza interpretativa e potenza vocale di sempre, attraverso un’altalena di canzoni vecchie e nuove, un omaggio a Lucio Dalla (la cover de Il cielo) e un trittico di preziose poesie magistralmente musicate, che, nell’ordine, rendono grazia a Totò (A cchiu bella), Maria De Gleria (Anin a gris) e P.P.Pasolini (La recessione). Tra un ringraziamento e l’altro non mancano ovviamente all’appello tutti i successi scritti per lei da Franco Battiato, da Chanson Egocentrique a Il Vento caldo dell’estate, passando da Prospettiva Nevskij – forse il momento più toccante della serata con Alice seduta al piano – e Per Elisa, conclusivamente gettata in pasto ad un pubblico tanto affezionato quanto indisciplinato e rumoroso.
Più che un semplice concerto, alla fine, si è trattato di un vero e proprio viaggio musicale e umano all’interno di un’encomiabile carriera divisa tra sperimentazioni ardite, eccellenti collaborazioni e successi internazionali che mai, ad onor del vero, hanno contaminato il carattere riservato e gentile di questa splendida 58enne alla quale, a fine serata, è stato consegnato dall’Azimut Fans Club di Firenze il premio ai 40 anni di carriera.


Pubblicato il 17/12/2012