Max Gazzè
di CaterinaNirta

Dopo Berlino e Bruxelles, non è mancata una tappa londinese in questo tour europeo di Max Gazzè a seguito dell'ultima partecipazione al Festival di San Remo dove ha presentato i brani Sotto casa e I tuoi maledettissimi impegni. Bellissimo spettacolo che certamente non ha disatteso le aspettative dei numerosissimi italians di Londra accorsi per l’occasione. Lo storico locale Dingwalls sul Camden Dock s'infoltiva velocemente di gente già dalle 20:00: una platea per il 90% italiana che ha accompagnato con entusiasmo ogni nota di ogni canzone eseguita dal musicista e cantautore romano.
Si comincia dunque alle 21:00 in punto. Gazzè sale sul palco in un tripudio di cori da stadio, appende il basso al collo e parte subito con i pezzi più conosciuti della sua oramai ventennale carriera: Annina, L'uomo più furbo, Il timido ubriaco, ribattezzata per l'occasione The shy drunk, e poi ancora Vento d'estate - portata al successo proprio nell'estate del 1998 con l'amico Niccolò Fabi, - e Mentre dormi, canzone colonna sonora del film di Rocco Papaleo ''Basilicata coast to coast'' che ha visto Max Gazzè esordire anche come attore.
Scherza, parla, interagisce col pubblico e, soprattutto, si mostra sorpreso da così tanto affetto. Ammette di non aspettarselo e ci dice che siamo un pubblico meraviglioso. In effetti, io che ad un concerto di Gazzè in patria non ci sono mai stata, non mi aspettavo tanta partecipazione, tanto entusiasmo: un pubblico attento, generoso, che solletica la creatività della band ed è pronto a lasciarsi trasportare dalle numerose divagazioni strumentali che Max e i suoi musicisti hanno in serbo per noi. Fantastica introduzione per la Favola di Adamo ed Eva, con accenno (improvvisato?) di La bamba di Ritchie Valens, seguita poi da Get Up, Stand Up di Bob Marley & Peter Tosh e Driven to tears dei Police. Squisite digressioni, queste, che dimostrano la palese sinergia tra Gazzè e i suoi musicisti: Giorgio Baldi alle chitarre, Cristiano Michelizzi alla batteria e Clemente Ferrari alle tastiere. Complicità che non scricchiola neanche con pezzi meno rodati come le due ultimissime Sotto casa e I tuoi maledettissimi impegni.
Fa un'ora e mezza piena, carico e senza cedimenti, poi ci saluta. Torna per il bis canonico e si congeda definitivamente con Una musica può fare cantata da tutti i presenti a squarciagola. Alla fine davvero uno splendido show, reso ancora più piacevole dall'elemento sorpresa e dal fatto che sono stata attratta più per curiosità che per altro, e invece adesso mi ritrovo anch’io a comprare gli album di Gazzè e a canticchiare le sue canzoni. Aveva ragiona lui, "quello che una musica può fare...non ci si può lamentare".


Pubblicato il 13/03/2013