Il Teatro Degli Orrori
di Paolo Bartaletti

Rispescia - Festambiente - 15/08/2013

Il Teatro Degli Orrori è probabilmente quanto di meglio possa offrire oggi la scena rock italiana e l'evoluzione avvenuta con l'ultimo album sta a dimostrarlo; tuttavia non avevo ancora avuto la possibilità di visionarlo live e l'occasione offerta dalla serata di ferragosto di Festambiente era dunque ghiottissima, tenuto anche conto che Capovilla e compagni stanno portando in tour il vecchio “A sangue freddo”, album di bellezza, lucidità e grinta davvero uniche.
La snervante attesa dopo l'esibizione dei Marta sui tubi per la preparazione del palco non risulta però sufficiente a rendere tutto impeccabile perché subito dopo l'apertura di Io ti aspetto, al momento di esplodere con la meravigliosa Due, il jack della chitarra non vuole saperne di rigare dritto e la voce di Capovilla viene letteralmente sommersa dal volume degli strumenti con il triste risultato che non è dato comprendere nemmeno una parola (e si sa quanto i testi siano importanti per il gruppo). Fortunatamente andando avanti le cose migliorano e l'apice creativo dell'album arriva quando tutto funziona finalmente a meraviglia permettendo le sontuose performance di Padre nostro e Majakovskij. Il frontman tiene il palco da scafato istrione prendendo il pubblico per mano ed il gruppo lo sostiene a dovere, suonando a memoria e imbastendo un muro di suono noise davvero debordante. Una volta snocciolate le dodici tracce dell'album si passa ai bis dove una toccante versione di Tom, dal primo album, chiude il concerto; l'insistenza degli astanti porta nuovamente fuori i nostri per l'ultimo regalo prima che si accendano le luci e sia davvero finita.
Problemi tecnici a parte il Teatro funziona decisamente bene dal vivo (e non avevo dubbi); la notte grossetana continuerebbe con il dj set di Roy Paci, ma si è davvero fatto tardi ed è ora di rientrare, con le orecchie sfondate e l'animo appagato.


Pubblicato il 16/08/2013