Musica nelle Aie
di Francesco Pizzinelli

L’anno scorso a “Musica nelle Aie” avevo portato una ragazza: strano come primo appuntamento, e infatti disperavo di rivederla ancora; ieri era di nuovo insieme a me e, se tutto andrà bene, l’anno prossimo ci sarà ancora e, magari, avremo anche lo stesso cognome. Ho perso il conto di tutte le volte che ho fatto il giurato a “Musica nelle Aie” (giurato poi…Io non ho giurato niente!): riassumo in breve, si tratta di un festival folk che si svolge nelle prime colline del faentino e che vede impegnati una ventina di gruppi folk/tradizionali che suonano sparsi lungo un tragitto (che i visitatori percorrono a piedi) che stimo ottimisticamente in un paio di chilometri.
È chiaro che durante il percorso vedi di tutto: la banda di paese, il pianista impegnato coi testi colti, il gruppo che si fa scappare una cover di De Andrè, la band che sembra aver sbagliato festival, il duo arpa e voce, e così via…A questo giro la vittoria è andata al Grande Cantagiro Barattoli, affascinante coppia di musici che hanno dato vita ad una sorta di teatrino ambulante, pieno di leve, macinini, trombette, tamburelli a pedale, campanellini meccanici e chi più ne ha più ne metta…Sì perché a “La Musica nelle Aie” non vince necessariamente la tecnica ma piuttosto lo spirito, la capacità d’immergersi nella campagna circostante e sapersi mimetizzare, così che, quando passi, chi suona ti sembri parte integrante del paesaggio.
Ad “Andrea Capezuoli Trio” va, invece, il premio della critica, ma un bravo va a tutti, da chi ha suonato a chi ha cucinato e organizzato: come dico ormai ogni anno, il vero festival della musica indipendente in Italia ormai è questo.


Pubblicato il 12/05/2014