Marlene Kuntz
di Paolo Bartaletti

MARLENE KUNTZ
The Cage - Livorno - 4 ottobre 2014


Parte da Livorno il tour celebrativo dei 20 anni di Catartica. Circa vent'anni fa, in una fredda notte fiorentina, trascinato da alcuni amici, mi trovai ad assistere al concerto dei Marlene (non ricordo se fosse proprio il tour di Catartica o, più probabilmente, quello de Il vile, ma non ha troppa importanza); era la prima volta che li ascoltavo dal vivo e l'impatto fu tale che, per la prima ed unica volta nella mia vita, mi trovai a dover uscire fuori prima della fine di un concerto, con le orecchie letteralmente sfondate dai feedback! Immaginate allora la curiosità di provare a ripetere l'esperimento apparentemente irripetibile: riprovare la stessa esperienza in età adulta e con orecchie e fisico sonicamente molto più allenati; altre volte da allora, infatti, ho avuto modo di assistere ai live dei Nostri, anche di recente, ma sono talmente cambiati nel tempo - maturati a mio modo di vedere - che l'occasione di rivivere l'ora per allora non poteva andare miseramente sprecata.
E così eccomi nelle prime file e, ancora una volta, costretto ad abbandonare la scena a circa metà dell'esibizione! Ma stavolta non è stato il noise eccessivo ad essere letale, bensì la scarsa lungimiranza degli organizzatori che hanno sciaguratamente permesso di saturare l'ambiente all'inverosimile (sarebbe stato impossibile aggiungere uno spillo) dimenticandosi completamente della vitale necessità fisiologica di respirare delle persone: sfido chiunque a sopportare un concerto a quasi 40 gradi centigradi! Dal canto loro i Nostri esibiscono uno spettacolo muscolare e senza fronzoli, superando con classe qualche difficoltà tecnica e riproducendo l'intera scaletta (non in ordine però) dell'album celebrato con intercalati i brani del recente Pansonica, che dal vivo non sfigurano affatto; suonano davvero come quando erano ragazzi e sembrano divertirsi e divertire gli astanti, tutti o quasi in su con gli anni. Io sento i pezzi un po' datati, soprattutto nei testi, paragonati alla poetica attuale di Godano, ma coinvolgenti e, stavolta, decido di rientrare in tempo per il gran finale, complice anche il barlume di grazia che porta ad aprire almeno le finestre del locale, godendomi i fuochi artificiali di Festa mesta, Sonica e Nuotando nell'aria che fanno dimenticare ogni lagnanza.
Poi, come a ricordare che i Marlene oggi sono altro, la band ci lascia con una suadente versione di Musa che ci accompagna all'uscita. Chi li (ri)vuole sonici, accorra alle prossime date; io attenderò fiducioso il prossimo lavoro di studio.


Pubblicato il 08/10/2014