Nada
di Paolo Bartaletti

Questo report porta una sola firma perché scritto da una sola persona che, però, si è limitata a raccogliere gli spunti di riflessione suoi e dei suoi "compagni di musica da una vita" (tra cui "il Direttore", in trasferta nei luoghi d'origine) durante una bella serata nel piccolo e delizioso teatro della turistica San Vincenzo. A far gli onori di casa una splendida sessantenne che, sempre con il sorriso sulle labbra, urla il suo mondo e racconta di lacrime (la parola più usata della serata, come mi viene fatto notare), di donne e del fiume della vita che scorre tra gioie e dolori sino alla fine, incantando gli astanti con una voce che il tempo non cambia di una virgola e con una tappeto sonoro di base che sa di crepuscolarismo americano (à la Mark Lanegan, per intendersi, mi si ricorda).
Ad accompagnarla nell'esibizione i tre giovanissimi Criminal Jokers che suonano di tutto in un accattivante set semi-acustico che snocciola tutti i brani dell'ultimo Occupo poco spazio prima di regalare al pubblico (quasi) di casa sua alcuni dei brani più famosi di una lunghissima e luminosa carriera. Ed è quasi incredibile come i brani nuovi, veri e propri sfoghi viscerali – praticamente privi di ritornello – siano antitetici a Ma che freddo fa o Amore disperato; ma è proprio questa la più grande dote di Nada, quella di continuare a sperimentare e a creare musica nuova, non adagiandosi sul passato ed evitando l'oblio tipico di personaggi che segnarono gli anni '60 e '70 della nostra musica assieme a lei è che oggi, nella migliore delle ipotesi, presentano tristi revival nelle balere di periferia.
Grande Nada, e grazie di aver allietato le sponde del tuo amato Tirreno con la tua splendida voce e il tuo contagioso sorriso.


Pubblicato il 20/04/2015