Musica nelle Aie
di Francesco Pizzinelli

Dopo anni di report diventa difficile scrivere qualcosa di nuovo su “La Musica nelle Aie”, il festival folk più famoso della Romagna: quattro giorni di piadina, salsiccia e musica, come nella migliore tradizione delle sagre paesane di queste parti, con la ciliegina sulla torta rappresentata dal concorso per folk-band, “spalmate” qua e là lungo un inebriante percorso di circa cinque chilometri immerso nelle prime colline romagnole: a voler fare le pulci c’è da dire che quest’anno il livello generale delle band non è stato propriamente altissimo e raramente il mio voto ha superato il 7 scarso: nessun tuffo al cuore quindi, come quello dell’anno scorso per i mitici Cantagiro Barattoli, presenti anche a questo giro ma fuori concorso e inseriti all’inizio del tragitto. Inoltre, come spesso accade, capita di imbattersi in band “fuori contesto”, magari venute armate di chitarre elettriche e batterie, insomma lontane dallo spirito della festa.
Per la cronaca vincono a mani basse gli Swingari e il loro pirotecnico clarinettista (da Reggio Emilia), capaci di mescolare swing e klezmer, rinverdendo anche alcuni classici (da lacrima l’omaggio a Henghel Gualdi), mentre ai fanesi Obelisco Nero va il premio del pubblico. E a proposito di pubblico: ogni anno è sempre di più, tanto che forse sarebbe opportuno proporre qualche modifica alla formula originaria, che forse era stata ideata per ospitare un pubblico più esiguo; insomma, è come se oggi i Blur continuassero ad esibirsi, incuranti della calca, nei pub inglesi che ne videro gli esordi.


Pubblicato il 14/05/2015