Nada
di Carmine Della Pia

Quirinetta – Roma
17/12/2016

Chiusura trionfale per il tour di Nada, accompagnata dagli …A Toys Orchestra. La cantautrice livornese si è esibita al Quirinetta di Roma presentando a una folla di fan entusiasta (serata sold out da tempo) il suo ultimo disco, L’Amore devi seguirlo. “Questa è per me una serata speciale, quindi ho con me un ospite speciale”, annuncia Nada, presentando il suo amico di sempre, Fausto Mesolella.
L’omaggio al poeta Piero Ciampi apre la serata, ed è una carrellata mozzafiato. “Io ho lasciato il mio cuore sul porto di Livorno”, dice commossa, prima di Come faceva freddo, seguita da un’acclamata Luna rossa, di Vincenzo De Crescenzo. Il set con Mesolella si chiude con Ti stringerò, e siamo solo all’inizio. Il chitarrista cede il passo agli …A Toys Orchestra, che hanno accompagnato Nada lungo tutto l’ultimo tour. “Questa sera si chiude un lungo viaggio, ma prossimamente, chissà, magari potremmo trasferirci in Groenlandia”, scherza la cantante, riferendosi all’inaspettato ritorno in auge di un bellissimo pezzo di 12 anni fa, recentemente inserito nella serie TV “The Young Pope” di Paolo Sorrentino.
Numerosi i brani tratti dall’ultimo disco, da La bestia e Una pioggia di sale, che aprono il concerto vero e proprio, fino a Ballata triste, storia di femminicidio e di omertà: “Com’è possibile che ormai sia più facile fidarsi di un nostro nemico piuttosto che di una persona che dice di amarci?”. Pochi artisti hanno saputo rinnovarsi in quanto a repertorio, stile e sonorità come Nada. Non che l’artista sia nuova a cambiamenti repentini. In pochi avrebbero spaziato liberamente da Sanremo a cantare poesie di Piero Ciampi, per poi ritornare al disco pop anni ’80, e al cantautorato intimista degli anni ’90, il tutto con fugaci incursioni teatrali con Dario Fo e, recentemente, nella letteratura, grazie a romanzi premiati e ampiamente apprezzati dalla critica. Anziché cedere al suo repertorio, che copre, ormai, più di un quarantennio, l’artista ha sempre saputo evolversi, esplorare, scoprire, ideare. Dritta per la sua strada. “Lanciata dalla bocca di un tempo morto, che non sa stare al suo posto, occupo poco spazio”, canta Nada, e parte della sua essenza, e del suo grande fascino, sta proprio qui. Ma che freddo fa e Amore disperatosono due punti cruciali della sua carriera. Il debutto al Festival di Sanremo, nel 1969, a soli 15 anni, la popolarità e l’inaspettato ritorno al successo e al primo posto in classifica negli anni ’80, due momenti importanti a cui Nada non rinuncia, riproponendoli con fierezza ed entusiasmo ad un pubblico straordinariamente complice e acclamante. Un trittico di grande effetto concluso con Luna in piena, un tango distorto e oscuro che fornisce un altro indizio sul personaggio Nada, che “si dondola in disparte”, anziché cedere all’onnipresenza, all’invadenza e alla strada facile.
Libera, libera l’anima mia”, canta in All’aria aperta, riproposta a cappella, “nel modo in cui è nata la canzone, nel modo in cui voglio cantarla a voi questa sera”, per il bis che vede il ritorno di Mesolella. Con il chitarrista, Nada chiude la serata con una versione ancora più raccolta, ed intima, di Senza un perché. Un pezzo che sembra fresco e nuovo ogni volta che lo ascolti, che riscopri e ti affascina tutte le volte, esattamente come chi lo canta.


Pubblicato il 01/01/2017