Thegiornalisti
di Carmine Della Pia

9 maggio 2017 – PalaLottomatica, Roma

È il primo di due grandi eventi quello tenutosi al PalaLottomatica di Roma: in scena, Thegiornalisti. La band di Tommaso Paradiso, trovatasi catapultata più o meno improvvisamente ai vertici delle classifiche radio, suggella i recenti successi con un concertone annunciato da mesi e che ha avuto tutta l’aria di essere una grande festa, piuttosto che un semplice live.
Completamente Sold Out, mai titolo fu più profetico per un album e per un gruppo che “fino a due anni fa si esibiva al Circolo degli Artisti”, come candidamente affermato da Tommaso Paradiso, leader, voce, autore, tuttofare della band con quel nome così cacofonico eppure entrato improvvisamente nel cosiddetto ambiente mainstream. Si va di avverbi che è una meraviglia con i Thegiornalisti. “Improvvisamente”, “completamente”, “vi amo immensamente”, dice il nostro dietro ai suoi occhiali scuri, “li porto solo perché a ogni canzone a me viene da piangere”. Luci e atmosfera prima che inizino i giochi con Senza, e subito giù di cori, selfie e cuoricini. Nonostante la sbandierata emozione del cantante, questi tradisce, comunque, una certa disinvoltura nel trascinare il pubblico, un palazzetto dello sport sold out, appunto, che sembra non necessitare di chissà quali particolari input per sbracciarsi e darsi a cori senza fine e a una ola sapientemente ammaestrata a mo’ di flashmob, prima che i musicisti intonino Mare Balotelli. Si va di termini social che è un piacere con i Thegiornalisti. Flashmob, selfie, hashtag. A tratti, a guardarsi intorno, sembra di essere finiti realmente in una rappresentazione vivente di un post di Instagram: le luci sembrano filtri, le pose ci sono, i cuoricini pure. Quelli, oltre a svolazzare tra il pubblico sotto forma di peluche e lampadine, li fa pure il cantante con le mani. Ma trascorre poco tempo prima che si ritorni all’argomento principale: questa è una festa. È la celebrazione di un gruppo partito da un pubblico di nicchia e che ha saputo riempire un palazzetto (due, se si conta l’evento gemello organizzato al Mediolanum Forum di Assago), nel giro di due anni, e non è roba da poco.
Questa è la storia di “una band che ha iniziato su tre sedie di paglia”: immagine riproposta per il medley acustico E menomale / Autostrade umane / Io non esisto, vecchi pezzi presentati da Tommaso “sornione” Paradiso come un trittico che nessuno avrebbe ricordato. Ma non era vero, il pubblico ricordava pure i primi vagiti dei loro beniamini. Un gruppo che ha riportato in auge (a tratti quasi fino allo sfinimento) atmosfere pop anni ’80 tra Lucio Dalla e gli Stadio, visioni di Borotalco, un immaginario collettivo nato ai tempi in cui almeno i tre quarti del pubblico non solo non era ancora stato messo al mondo, ma probabilmente neanche preventivato. Forse, a quei tempi, i genitori iniziavano a darsi i primi bacini sotto al portico. Si va di bacini e abbracci che è un incanto con i Thegiornalisti. Soprattutto con gli ospiti. Perché che cos’è una grande festa senza ospiti? È Luca Carboni a iniziare le danze in questo senso, e lo fa egregiamente. Per circa quindici minuti ci si dimentica di foto e bandierine, perché Proteggi questo tuo ragazzo e Luca lo stesso è un combo emozionante ed emozionato, sicuramente uno dei punti più alti dello show.
Non caderci mai più è l’ultimo pezzo pubblicato proprio in occasione dei live, Sold out è l’ultima hit. Lo spettacolo procede tra pezzi vecchi e nuovi prima che entri in scena un altro ospite d’eccezione: Elisa, l’aliena di Monfalcone prestata alla televisione (momentaneamente? Per sempre? Completamente?). Tra la strada e le stelle è un pezzo anche discreto, ma tutto l’estro e il carisma della Toffoli sembrano non essere pervenuti, forse dimenticati nel camerino di Maria: “Ci vediamo ad Amici!”, urla Paradiso salutando la collega: il pubblico ride, eppure, a qualcuno, più che una battuta l’uscita è sembrata quasi un presagio. Più contestualizzata e sentita, al contrario, l’incursione di Fabri Fibra, che interviene sul palco con Pamplona, ultimo singolo dell’amato-odiato rapper di Senigallia. Contestualizzare, forse è questa la giusta chiave di lettura. L’intervento di Fibra, “ci sta”, per utilizzare un termine “giovane”. Tommaso Paradiso “ci sta”. A dispetto di altri momenti più o meno degni di nota - vedasi il selfie alle spalle del palco - l’encore è quasi mozzafiato. Promiscuità è il racconto di quegli anni che vanno dai 20 ai 30 (nel migliore dei casi) durante i quali chiunque, volente o nolente, si è ritrovato a vivere: “niente legami, ma solo affetto, questioni di letto, questioni di sigarette fino alle sette, e poi nulla più”. Ironia della sorte, Completamente sembra raccontare l’altra faccia della medaglia, al mattino dopo, quando ti accorgi che durante l’orgia (metaforicamente parlando, oppure no), hai beccato uno/una che in realtà ti piace un po’ di più e ci perdi la testa. Ci sta anche questo.
Sarebbe da discutere per ore su pregi e meriti, indie e mainstream, concetti e preconcetti. Tommaso Paradiso è un ottimo autore pop che ha saputo, e tuttora sa, giostrare la situazione. Il concerto dei Thegiornalisti, in un modo o nell’altro, “ci sta”. E va bene così, come diceva un certo rocker qualche anno fa; uno che quando saliva sul palco lo faceva mica unendo le mani a forma di cuoricini: un bel triangolo, e via. Altri tempi, altri idoli, altri disagi.

Setlist:

Senza
Gli alberi
Vieni e cambiami la vita
Mare Balotelli
Fine dell’estate
L’ultimo grido della notte
Disperato
Sbagliare a vivere
L’importanza del cielo
Proteggi questo tuo ragazzo (feat. Luca Carboni)
Luca lo stesso (feat. Luca Carboni)
Non caderci mai più
Fatto di te
Sold out
Per lei
Tra la strada e le stelle (feat. Elisa)
Il tuo maglione mio
Pamplona (feat. Fabri Fibra)
Non odiarmi
Encore:
Promiscuità
Completamente
Balla


Pubblicato il 18/05/2017



Inserisci il tuo commento

Nome:


Commento:




Commenti(1)