Terra di rock e ciclopi
di Johnny Cantamessa

Guardate a sud, dove le montagne si tuffano nel mare, dove Efesto, padrone dell'Etna, ha ancora le sue fucine, laboratorio di talenti. La Sicilia è pronta da tempo a far sentire la sua voce e ad urlare fino a perdere il fiato per farsi notare, essendo una terra che da sempre offre pochissime opportunità per valorizzare i suoi artisti a causa della lontananza dai palcoscenici più importanti dello stivale italico. Per fortuna le cose cambiano e oggi più che mai la voglia di farsi sentire si è moltiplicata e dilaga davvero ovunque, fino a raggiungere i paesini dell'entroterra più sperduto che grazie al tam tam della rete hanno avuto finalmente la possibilità di farsi conoscere e creare delle piccole vetrine virtuali. Tutte le nove province della trinacria sono ormai attivissime e in ognuna di queste troviamo bands e artisti davvero di grande spessore che hanno voglia di fare e tanto da dire. Dal capoluogo siciliano, Palermo, provengono i Waines, band incredibile che nella sua formazione conta personalità attivissime nella musica, come nel caso del cantante Fabio Rizzo che si è cimentato in veste di produttore con la sua 800A Records, prima per i Pan Del Diavolo che hanno già ricevuto attenzioni da tutta Italia e dalle riviste specializzate e poi per gli strafottenti ed ironici Hank!, freschi di pubblicazione del loro EP d'esordio “Piedali”. La delicatezza del sound degli Akkura intrisa di sapori siciliani, fortemente evocativi di immagini agresti e la lirica poetica di Toti Poeta, sono in forza all'etichetta Malintenti Dischi, un'altra splendida realtà sicula che promuove non solo la musica ma anche attività culturali. Ma non è solo il capoluogo ad essere in fermento, Catania per esempio ci delizia con le post-punk band UltraVixen e Long Hair in Three Stages, gli ottimi WOT, dallo stampo tipicamente british e Miss Apple, che propone un cantautorato delicato e sognante. In Siracusa gli Albanopower crescono musicalmente e sono sempre più amati dal pubblico alternative grazie all'uso sapiente di suoni delicati ed elettronici, complice un percorso coerente e ben studiato che li sta portando all'attenzione degli addetti ai lavori. Da Messina vengono i vincitori della fase regionale dell'Italia Wave, i Les Spritz, progetto noise-rock schizofrenico che si è già ritagliato la sua fetta di attenzioni in Italia. I Marta sui Tubi, originari di Marsala, non hanno bisogno di presentazioni, occupano un posto del tutto particolare tra le giovani leve siciliane, proponendo un mix di folk, punk e ricercata musica cantautorale. E' ormai qualche anno che sono in giro e probabilmente rappresentano la band alternative siciliana con più visibilità in Italia e la cosa sembra ampiamente giustificata dalla qualità dei loro dischi e dei loro coinvolgenti live.

Ma la musica purtroppo non sempre è supportata dalle istituzioni come dovrebbe. Nei mesi scorsi la questura ha intimato la chiusura di alcuni dei locali più importanti per la live music, tra cui il Mikalsa di Palermo e la Factory di Siracusa, che propongono ogni anno centinaia di concerti di artisti italiani, e non solo. I proprietari sono stati denunciati penalmente per spettacolo abusivo, a causa di una norma del pacchetto sicurezza del 1931 emanata in pieno periodo fascista, atta a soffocare le possibili iniziative culturali del popolo. Nonostante esista una sentenza del 1970 che abroga questa assurda ed anacronistica legge, le questure ancora intervengono soffocando sul nascere le iniziative di diffusione culturale musicale, con conseguenti danni economici per i gestori dei locali e di tutti gli stakeholders.

Per fortuna la situazione sembra migliorata, La Factory è riaperta e ha ricominciato ad ospitare concerti, il Mikalsa è di nuovo in attività, grazie al supporto dei musicisti e della comunità che ha dimostrato il suo affetto protestando in massa e unendosi attorno ai gestori dello storico locale.

Ma tutto questo lascia grande perplessità nei confronti delle istituzioni che dovrebbero salvaguardare e promuovere gli eventi culturali come stimolo a risvegliare un'isola assopita che necessita di nuova linfa vitale. Le scintille che cadono dall'incudine di Efesto, per fortuna incendiano ancora gli animi di passione, laddove sembra che ci sia solo oscurità. La Sicilia può farsi sentire, c'è una scena che emerge, ci sono privati coraggiosi che sostengono la musica inedita. C'è solo da sbracciarsi e avere voglia di fare, martellando ancora, incessantemente, su quella mitologica incudine.


Pubblicato il 29/07/2010