Andare al Girofestival
di Claudio Marciano - Tecnosospiri

Antefatto

L’estate scorsa, era pomeriggio.
Su Rai Tre un presentatore ed una valletta ingaggiavano con la decenza un duello estenuante , mentre una ragazza ammiccante intratteneva genitori e pubblico sculettando la sua seconda gonfiata, incredibilmente cosciente che in tanti l’avrebbero volentieri sbirciata.
Si cantava, ci sarebbe stato un vincitore, un contratto discografico, qualcuno sarebbe diventato famoso. Ed io ero a letto. Con il mal di gola. Con 40 gradi all’ombra.

Antefatto più recente

A Formia ci sono le elezioni. Abitualmente le amministrative si caratterizzano per il sotterraneo livello politico del confronto: si vota per non votare un altro, si vota per il favore, si vota per il cognato. Stavo da una mia Zia per chiederle di votare per chi so io.
Non la vedevo da dodici anni, ed era rimasta stupita dalla mia crescita fisica.
“Guarda che Ruben è mio fratello piccolo, è lui che ti ha fatto visita una settimana fa io ho dieci anni di più”.
“Ruben… Ma che sviluppo hai fatto! Una settimana fa eri un metro più basso!”
A salvare la Zia da un nepocidio fu una telefonata.
“Pronto Claudio? Ciao sono xxx di Radio xxx, domani ci sono le selezioni del GiroFestival, ci sei con i Tecnosospiri?”
“Ma si paga?” (fate sempre questa domanda , è per capire se ti imbrogliano subito o se aspettano un po’ per fartici cascare)
“No, assolutamente no! E’ per lanciare gli emergenti nel mondo della musica professionale, blablabla...”
Ho pensato che almeno mi pagavano da bere e mangiare, e lo stesso hanno pensato gli altri due Tecnosospiri.

Il Fatto

Ogni volta che partiamo per suonare ci capita “L’IMPREVISTO”.
A volte penso di stare in un videogioco, sembra che sia necessario e affatto casuale il guaio del viaggio. Prima di partire la ruota è sgonfia. Una volta partiti non c’è un benzinaio con il gas, “Cazzo, mi sono scordato la chitarra a casa!”. Arrivati non troviamo mai il posto dove andare, e ci perdiamo.
Però tutto si aggiusta solitamente.
Stavolta ci siamo scordati lo zaino con i jack. Fuori la porta di casa mia. Se ne è accorta mia madre, e noi eravamo partiti da un’ora.
Il locale in cui fanno le selezioni si chiama “Highlander”, sta a Cassino.
Cassino è una città del Frosinate che insiste per diventare provincia, e scippare a Latina lo scettro di capoluogo più brutto di Europa. Le sue strade non hanno logica, il cielo è sempre tetro, fa freddo anche ad Agosto. In macchina litighiamo per il significato della parola Higlander:
“Significa immortale. Non te lo ricordi il film? C’era la colonna sonora dei Queen!”
“Ma che cazzo dici!? HighLander significa montanaro …”
“Naa è il cognome di un clan di immortali scozzese, tali McCloud!”
Arriviamo.
Il locale è american style, c’è un enorme insegna con un disegno manga, un parcheggio kilometrico e un po’ di prato perimetrale ad un grosso blocco di simil legno e cemento, dove suoneremo.

Suoneremo? Beh…in acustico.
La prassi del Girofestival è di avere delle basi su cui cantare, oppure portare il disco e cantare direttamente in playback.
Abbiamo insistito, e sull’onda dell’indignazione totale, abbiamo strappato un unplugged con chitarre acustiche e voce al naturale.
E’ la prima cosa che ci rinfacciano appena ci vedono.
C’è un vecchio, molto pacato nei modi, che gentilmente cerca di romperci i coglioni. “Ma ragazzi, sapete che non si può fare? Se ci beccano ci querelano…”
“Noi l’abbiamo detto prima…”
“Sì, ho capito, però è un guaio, sapete che non si può fare? Se ci beccano ci querelano”
Il classico tipo che non ti ascolta: aspetta che finisci il fiato per parlare lui.
Starà ancora al locale a dire a qualche tavolino “Se ci beccano ci querelano”.
Com’è dentro il locale? Mah…niente di originale. Bello spazioso, tavoli dappertutto, spazio in fondo piuttosto largo per suonare, impianto decente, birra discreta…pizza e da mangiare non so, non ho osato comprare da mangiare in un pub. Eh sì perché tutto era a pagamento…
Appena dentro incontro un tipo che sgrana gli occhi e dice che mi conosce.
Per un secondo mi sento David Bowie, sono famoso, celebre, mi conoscono anche a Cassino!
E invece no, è solo uno che ci ha visti suonare vicino casa nostra , amico del nostro attuale batterista. Con lui i soliti discorsi noiosi:
”Ma purtroppo se non c’è la raccomandazione, se non ci provi e non ce la metti tutta…”
“Eh sì….”
“Ma purtroppo se non c’hai l’agenzia, e i parenti potenti, e… anche un po’ di bravura…”
“Eh sì…”
“Guarda i Lunapop, sono più bravi dei Velvet, poi Cremonini è un pianista eccezionale!”
“Eh sì…”
E basta!
C’è un tipo strano che lo accompagna. E’ il suo agente!
Un ragazzo devastato dall’acne, che si spara le pose con il cellulare e tiene sotto il braccio per l’intera serata una cartellina che non aprirà mai. E’ con noi perché spera nell’incontro importante, perché è uno dei pochi extraterrestri che crede ancora alla storiella di tutte le star.
“Ero in metropolitana, canticchiavo fumando una sigaretta e proprio affianco a me c’era un discografico della Virgin.”
“Ero in un cesso pubblico a fare marchette, quando un tipo…”
Dipende dal genere di musica, ma la balla è identica per tutti.
Dopo un sound check disastroso e un abbraccio ad amici di vecchia data che fornivano il service, decidiamo che è arrivato il momento di farci riconoscere.
Andiamo per Cassino a cercare un cazzo di alimentari ma non c’è.
I negozi sono tutti chiusi, di Giovedì! Tutti chiusi…
Una cosa incredibile è che non esistono Supermarket… Ci sono negozi che vendono i saponi, altri che vendono dolciumi, altri pasta e pane… Finalmente troviamo una bottega che fa al caso nostro.
Lo scontrino dirà “Martini , focacce e patatine.”
In macchina ci scoliamo quasi tutto il Martini. Mentre sgranocchio le mie patatine, un pastore tedesco cerca di azzannarmi, non capisco se vuole bere, vuole le patatine o vuole il mio braccio, ma chiudo la portiera in tempo e se ne va sconsolato.
In questi momenti mi piglia l’amore per le cose ad affetto. Brillo, confido agli altri che “solo se mentalmente sentite il pezzo, solo se capite ogni frase ed ogni passaggio, andrete nel Regno dei Cieli”.
Quando ci avviciniamo al locale siamo visibilmente ubriachi ed anche molesti.
Noto una cosa che mi era sfuggita: partecipano anche gruppi Emiliani, Lombardi… C’è pure una tipa della Sardegna. Tutti magnano la pizza.
Mi fermo dal tipo con l’acne perché mi prende il braccio e mi invita a sedermi. Mi chiede quanto vogliamo per una serata, che lui sta organizzando a Gaeta con il patrocinio del Comune, della Regione e del Sistema Solare.
Gli sparo un chachet nutrito e lui accetta senza dire A o B.
Mi dice “Ti chiamo domani, stai sicuro, e te lo confermo”.
Aspetto ancora di essere chiamato.
Dopo aver sbranato un pezzo di pizza alla diavola offertomi con gentilezza da un amico di vecchia data, si comincia.
In prima fila c’è la Giuria di Qualità. Non mi sono interessato delle generalità , ma ho saputo dopo essere :
1) La fidanzata del presentatore
2) Il presentatore
3) La colf del presentatore
4) Il padrone del locale
5) Un ambulante di colore con cd taroccati in bella vista
6) Un discografico della “Music Trash” arrivato da Ceprano in un Aereo Panda
7) Un Tucano per la musica etnica

Vorrei che ogni giurato dicesse questa frase: “Giudico perché sono il primo a giudicarmi, e visto che devo giudicare in un concorso del genere, mi giudico una……”
I concorrenti fanno veramente cagare.
Poco prima che tocchi a noi, dico: “Facciamo Dentro Marilyn.”
“Perché?”
“Perché così sono sicuro che non passiamo.”
“No…non l’abbiamo provata.”
“E poi dura troppo.”
“Senza contare che stonerò sicuramente, tutte buone ragioni per farla.”

Vado dal presentatore e gli dico che facciamo un pezzo diverso. Lui è un po’ in tilt, però si riprende subito e dice: “ Non c’è problema.”
Suoniamo, alla fine due del posto commentano “ Stai for’ e capa fratè…”
Affettuosi.
Si è fatta mezzanotte ed io ho il vago presentimento che ci selezioneranno, perché alla gente piace subire l’indisponenza.

Due sere dopo, “Pronto…Claudio? Complimenti! Complimenti! Siete passati! Venite in Radio domani che facciamo le pratiche...”

Ci vediamo st’estate.
Claudio Marciano,
Tecnosospiri


Pubblicato il 01/05/2003