“Record Store Day 2015”: alla scoperta di quattro ristampe italiane (+ un album nuovo di zecca)
di Redazione

Nel mondo dell'editoria musicale, aprile fa ormai rima con Record Store Day. L'evento planetario nato per salvaguardare i negozi di dischi – sempre di meno – dalla “invasione” di musica digitale e in streaming – sempre più diffusa – è, a ogni edizione che passa, sempre più una vetrina privilegiata per pubblicare nuove edizioni (quasi sempre a tiratura limitata) di album fuori catalogo o, in alternativa, per presentare dischi nuovi di zecca.
Anche il mercato discografico italiano partecipa al tradizionale appuntamento primaverile, che quest'anno cade sabato 18 aprile, con diverse uscite che faranno la felicità dei fans di molti gruppi della scena tricolore passata e presente. Volete qualche nome? Franco Battiato, fresco settantenne, del quale viene ristampato il singolo in 7 pollici “È l'amore / Fumo di una sigaretta” datato 1968: molto più che una chicca. Del compianto Pino Daniele verrà ripubblicato il quinto album in studio “Bella 'Mbriana”, datato 1982. O ancora il singolo “La tua casa comoda / Donna Vittoria” del Balletto di Bronzo, storica formazione prog-rock partenopea attiva tra gli anni Settanta e Ottanta (e poi riunitasi a metà Novanta). I titoli italiani tra i quali spulciare sono insomma numerosi. Prendendo spunto da una ricerca effettuata dallo staff di Stampaprint, ne abbiamo selezionati cinque: quattro ristampe storiche e un'uscita nuova di zecca.



Partiamo da una delle voci più belle di sempre, quella di Mina: in occasione del Record Store Day 2015, Warner Music ristampa in doppio vinile 180 grammi “Singolare & Plurale”, il doppio album del 1976 (in seguito le due parti sono state pubblicate anche singolarmente) che, nell'edizione originale, beneficiava di una sovra-copertina in carta da pacchi che, una volta aperta, mostrava il volto della “Tigre di Cremona”. L'artwork era firmato da due storici collaboratori di Mina: Luciano Tallarini e Mauro Balletti. In scaletta diverse cover: dai Beatles di “Michelle” e “My Love” al Duke Ellington di “Moon Indigo”, dalla firma di Don Backy sul successo “Colpa mia/Nuda” a una “Io camminerò” scritta a quattro mani da Giancarlo Bigazzi e Umberto Tozzi.



Ancora più lontano nel tempo è il recupero de “Il mio nome è nessuno”, storica colonna sonora dell'omonimo spaghetti western diretto nel 1973 da Ernesto Valerii e firmata Ennio Morricone. Le ventitré splendide tracce che accompagnano la pellicola si inseriscono alla perfezione nell'immaginario sonoro tracciato fin dal decennio precedente dallo stesso Morricone. In quanto alla copertina, è opera di Renato Casaro, autore anche della locandina del film. Riconoscete il volto del protagonista seduto a cavalcioni sullo sgabello? Su, è facile: si tratta di un giovanissimo Terence Hill.



Al 1982 risale invece il singolo “Legione straniera / Giardino segreto” di Giusto Pio, che viene ripubblicato a trentatré anni di distanza dalla Capitol/Universal in supporto 45 giri sette pollici in tiratura limitata. L'album omonimo, classificabile nella categoria pop, è stato scritto dal violinista veneto insieme a Filippo Destrieri e Franco Battiato (per il quale ha collaborato a capolavori quali “La voce del padrone”, “Orizzonti perduti”, “Mondi Lontanissimi”). In quanto alla copertina, raffigura il medesimo Giusto Pio attorniato da figure stilizzate di guerriglieri e porta la firma di Francesco Messina, visual designer nonché storico collaboratore e amico sia del musicista di Castelfranco Veneto che dello stesso Battiato.



L'ultima ristampa di lusso che andiamo a scoprire è “La Malavita”, terza opera in studio dei Baustelle, per la prima volta a tiratura limitata in vinile 180 grammi, che esce a dieci anni esatti dalla pubblicazione, su etichetta CGD East West Italy. Stiamo parlando di uno dei massimi capolavori della band di Montepulciano, contenente canzoni del calibro di “La guerra è finita”, “Il corvo Joe” e “Un romantico a Milano”. In quanto all'artwork, anch'esso in qualche modo storico, porta la firma del fotografo Gianluca Moro, autore di altre copertine dei Baustelle quali “I mistici dell'Occidente”, “Amen” e il recente “Fantasma”. E riprende come meglio non potrebbe il tema dell'album: la ragazza con la pistola in mano è immersa in un contesto d'antan, sottolineato tanto dal look quanto dall'auto sulla quale è appoggiata. Un ritaglio di un'Italia anni Settanta a mano armata.



Finora abbiamo parlato soltanto di riedizioni di album d'epoca, ma c'è anche chi celebra il Record Store Day scegliendolo come data per l'uscita di dischi nuovi di zecca. È il caso di Paola Turci, che si appresta a pubblicare la sua ultima fatica in studio di registrazione dal titolo “Io Sono” (Warner), anticipata dall'omonimo singolo scritto da Pippo Kaballà e Francesco Bianconi dei sopracitati Baustelle. L'opera, prodotta da Federico Dragogna dei Ministri, conterrà tre inediti e dodici rivisitazioni del repertorio della Turci, andando a comporre una sorta di seguito in musica dell'autobiografia “Mi amerò lo stesso”, edita da Mondadori. La copertina dell'album è uno splendido primo piano di Paola Turci scattato da Ilaria Magliocchetti Lombi, giovane fotografa che ha realizzato alcuni tra gli artwork più belli degli ultimi anni, lavorando con artisti del calibro di Bud Spencer Blues Explosion, Afterhours, The Niro, The Zen Circus, King Of The Opera e molti altri ancora.

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Pubblicato il 07/04/2015