Studio Report - "My Dreams"
di AnonimoFtp

Cascina San Colombanino, località Giussago (PV), ore 11.00 del 3 novembre 2003, incomincia l’avventura che porterà gli Anonimo FTP alla realizzazione del secondo disco che si intitolerà “My Dreams”.

Studio report - 3 e 4 novembre 2003.
by Enzo Bellavia (batteria).

Sei dei dieci brani del nuovo disco sono stati registrati al Red House Recordings di Senigallia (AN) nel febbraio di quest’anno da David Lenci ed Andreas Venetis che da oggi passano il testimone a Fabio Magistrali che oltre a registrare i rimanenti quattro, curerà la produzione artistica assieme al gruppo.
Gli strumenti sono già montati dalla sera precedente e mentre Magister (Fabio Magistrali n.d.r.) prepara la sala di regia, noi cazzeggiamo per stemperare la tensione che inevitabilmente ti accalappia il primo giorno, anche considerando che i primi brani saranno quelli più impegnativi da un punto di vista dell’esecuzione.
Sound-check generale, batteria scordata, sembriamo Otto e Barnelli, Magister ha pietà di noi e accorda i toms al posto del sottoscritto che nel frattempo con Paul disquisisce su “azimuth e faser”: per chi non lo sapesse, io e Paul siamo diplomati alla scuola domenicale serale di “Frequenze incrociate con invertitori d’onda”.
Ad un certo punto Magister mi chiede solo di avvitare la vite di un rullante che conserva come una reliquia e io gli accordo, anzi gli scordo, la pelle snare che lui aveva accordato l’ultima volta 35 anni fa………è un juvinot il Magister! Scherzi a parte, siamo coetanei e come dicono i romani “siamo er mejio”.
Finalmente si parte e come di consuetudine per gli Anonimo FTP, rigorosamente in presa diretta. Stop, fermi tutti……..Paul sente che gli manca qualcosa, ma non si rende conto di cosa sia! Pensa e ripensa e scopre per sbaglio che davanti ai suoi piedi manca il negozio di pedalini con i quali suona di solito! Soluzione? O tornare a casa a prenderli, ed è un viaggio, o suonare con quelli del basso di Vince; la seconda è la soluzione scelta. Il primo brano è Match: incredibile, buona la prima, suoniamo una seconda versione, ma non va, la tensione giusta è quella della prima e la teniamo; è la prima volta che sentiamo il brano dal davanti, di solito la sensazione sul palco è diversa…..siamo contenti e galvanizzati, poche correzioni e si mangia. Siamo talmente affamati, che io tento di azzannare una gamba di Davide che nel frattempo si stava mangiando una mano di Vince che mangiava quella di Magister che con indifferenza stava già salando la testa di Lorenzo……….poveretto, quest’ultimo alla fine della catena alimentare era rimasto a bocca asciutta anche perché distratto dalle tette bene in vista della Arcuri sul suo calendario. E Paul? Vabbè lui continuava a disquisire da solo su “azimuth e faser”, mica ha tempo di mangiare.
Si riprende con John MacHey, uno dei brani più tirati del disco, io sono teso, è una settimana che sono teso, il tiro è dato dalla cassa sincopata della batteria, dopo numerosi stop causati da me, finalmente ce la facciamo. Bellissimo anche questo pezzo, niente da dire, a noi piace ciò che suoniamo e con l’esperienza e la bravura di Fabio Magistrali il risultato ci pare ottimo.

Secondo giorno, puntualissimi ci presentiamo uno alle 10.30, l’altro alle 11.00, un altro fa telefonare dalla madre per essere assente giustificato, Magister pensa bene di andare a registrare un altro gruppo………scherzi a parte siamo tutti abbastanza puntuali e si parte con la seconda tornata.
Primo brano è Call Me In November, non ci sono particolari problemi, tranne che, data la particolarità del brano, siamo costretti a curare i suoni nei minimi dettagli, soprattutto quelli delle 2 chitarre acustiche suonate da Paul e Davide.
Si passa all’ultima take di registrazione: Flyin’ Away Now brano caratterizzato da un impianto chitarristico post-rock e da un incedere ritmico-psichedelico che richiede, data la linea pop del cantato, il giusto bilanciamento fra i tre elementi.
Pausa cena e si riparte con le voci; come di consuetudine in occasione di concerti e registrazioni Vince ha una bronchite paurosa (dire che è sfigato è dire poco) ma ciò non gli impedisce di interpretare e cantare Flying away now e John MacHey senza grossi problemi.
Riascolto finale e si va a dormire.


5 novembre 2003.
by Paul Rondena (chitarre).

La giornata di oggi si è svolta all'insegna dell'improvvisazione, infatti avendo terminato le basi siamo passati alle sovraincisioni (poche per la verità).
Iniziamo con gli archi: Alessandro Crucitti, amico e collega di Vince, si è prestato a condire alcuni pezzi con parti fighissime di violino grazie Ale!) registrate, tra l'altro, abbastanza velocemente. La scelta di inserire gli archi è stata fatta per arricchire l'impasto sonoro del gruppo cercando di allargarne le prospettive, sempre per questo motivo abbiamo deciso di inserire alcune parti suonate da me con uno strumento abbastanza particolare: la cosiddetta noise bag. La noise bag è composta da una drum machine filtrata attraverso alcuni pedalini analogici con i quali s'interagisce con il suono e devo dire che il risultato è molto psichedelico!!
Prima di cena, dopo qualche problema tecnico, Vince attacca a registrare le voci di "Match" e "Call me in novembre", quest'ultima basata molto sull' improvvisazione interpretativa dovuta al pathos del pezzo. I risultati ci convincono, quindi, vista anche l'ora tarda, ce ne torniamo tutti a casa.con la mente già a domani...


6 novembre 2003.
by Davide Centamore (chitarre).

Oggi abbiamo deciso, visto il ritardo di avanzamento lavori, di iniziare a lavorare alle 10:30. Si inizia con i missaggi dei pezzi. Il momento è di fondamentale importanza, capisci veramente come suonerà il pezzo. La giornata prevede il missaggio di due brani, John Mchey e Call Me In November. John Mchey va via abbastanza liscia; si parte con la preparazione dei suoni della sezione ritmica. Batteria e basso devono dare l'energia che il brano deve sprigionare, gli intrecci di chitarre danno insanità al pezzo. la voce ben tirata. una pillola di adrenalina di due minuti.
Il difficile arriva con Call Me In November... Il problema è che è venuto troppo bello. mi spiego? Il pezzo è in modo raffinatamente bello, belle melodie riconoscibili, armonia coinvolgente, uso di strumentazione meno disturbante possibile. alla fine ci guardavamo pensando che tutto potrebbe essere bellissimo. (oggi si è esagerato). Eravamo veramente noi ad avere concepito e suonato il pezzo? E' stata una sorpresa. Sarà una sorpresa.
Durante il missaggio, il resto del gruppo ha consumato un veloce pasto cinese, andato a recuperare non si è capito bene dove un chinese take away. Dopo cena (e dopo il successivo indispensabile caffè), abbiamo proseguito sempre con il missaggio di Call me in Novembre, fino al mancare delle forze di Fabio intorno a mezzanotte... noi avevamo ceduto già parecchio tempo prima.


7 novembre 2003.
by Lorenzo Parisini (chitarre).

Eccoci al quinto giorno di immersione totale, la sensazione qui in questa cascina di campagna e' quella di essere in acido, uno splendido acido che ti scende ogni volta che torni a casa ma che non vedi l'ora di farti risalire il giorno successivo. Alla fine saremo esausti ma soddisfatti, e ci dispiacerà staccarci da questo mondo parallelo che ci affascina così tanto.
Lavorare con Fabio e' veramente gratificante sia dal punto di vista professionale che umano, e già stai pensando che non vedi l'ora di fare il prossimo disco con lui. I pezzi nuovi hanno caratteristiche differenti da quelli già registrati tempo fa al Red House Recordings, e aggiungono nuovi colori a un disco a questo punto veramente variegato... non aggiungo altro perché ve lo dovete ascoltare bene!
La giornata di oggi si e' aperta con i mix di due brani nuovi, Match e Flyin' Away Now (anyway), che probabilmente posizioneremo all'inizio del disco. Nel secondo dei due ci siamo accorti che una frase di Vince in cui dice "sei dentro rosso meno" potrebbe suonare ad un ascoltatore poco attento come "sei dentro rossonero", e cio' mi gratificherebbe moltissimo; stiamo già pensando di telefonare a Galliani per il nuovo inno...
Mastro Rollo Davide continua a sfornare cannoni, ed io non posso fare a meno di farmi tirare in mezzo, con il risultato di porre questo quesito a Fabio dopo il settantatreesimo ascolto di Flyin' Away Now: "Ma il mio giro di chitarra all'inizio del pezzo l'hai campionato e inserito nel finale?....Eccezionale!" Subito dopo mi e' stato spiegato che questo tipo di allucinazioni sono comuni in queste situazioni, e perciò ho deciso di pensarci un po' prima di sparare altre cazzate.
Nell'ultima parte della giornata lavorativa abbiamo impostato i suoni del primo dei pezzi registrati al Red House, The Evidence.
A domani per le prossime avventure degli Anonimo FTP.


8-9 novembre 2003.
by Vince Merlino (voce e basso).

Cominciamo la giornata veramente basiti dai ritmi "allucinogeni" dei cinque giorni passati e devo dire che le espressioni delle nostre facce alle undici del mattino di sabato 8 descrivono esattamente il nostro stato fisico. Iniziamo subito con The Evidence della quale avevamo impostato i suoni di base la sera precedente. Il lavoro è piuttosto delicato, perchè è il primo dei pezzi registrati al Red House Rec. e da queste regolazioni iniziali bisognerà capire come tirar fuori un sound che, sicuramente avrà una "pasta sonora" di base diversa da quella dei brani registrati col Magister in questi giorni ma che inevitabilmente dovrà avvicinarsi. Il tutto si risolve egregiamente con l'orecchio e le mani esperte del Magister (d'altronde se l'abbiamo cercato unmotivo ci sarà).
Sono già le due del pomeriggio e ci rendiamo conto come l'ansia del tempo ci stia assalendo, in quanto ci rimangono da mixare ancora cinque brani, di cui due, Psycho ed Heart, sono veramente delle "polpette" inverosimili, dato che il primo ha un minutaggio di circa sei minuti e il secondo di sette abbondanti.
Decidiamo di proseguire con Heart per ingerire subito la prima "polpetta". E ' un pezzo stoner-psichedelico che ha, secondo me, nel continuo intreccio delle chitarre, la sua forza maggiore. Lo sforzo, quindi, è stato quello di cercare che questa sua particolarità non rischiasse di diventare troppo ingombrante rendendo il tutto molto confuso. A mix terminato riversiamo il tutto sul dat master e considerando che per ogni brano abbiamo riversato in tempo reale due mix completi, più una base e una traccia solo voce, per questo pezzo è servita circa una mezz'oretta. Per ottimizzare i tempi nel frattempo abbiamo mangiato: pizza! Ho lo stomacato schiacciato da tutta la merda ingerita in questi giorni.
Passiamo a One, il pezzo questa volta è molto breve, una piccola scheggia r' n'r che utilizzeremo per l'apertura del disco. Chiediamo al Magister se ha voglia di torturarlo (fonicamente si intende) e lui naturalmente non si fa pregare. Il risultato che ne esce è una piccola pillola impazzita, aiutata in questo da uno strumento un po' inusuale, il Quiet Vacuum Cleaner, più volgarmente detta aspirapolvere, suonata da Enzo che si rileva un ottimo esecutore di questo bellissimo strumento. Successivamente editiamo nel finale di brano una delle tracce low fi registrate da me e Paul a casa sua e riversiamo. Impostiamo i suoni di base di Psycho e ce ne torniamo a casa belli devastati ma con la sensazione di aver rispettato i tempi.

Ultimo giorno. Personalmente non so se essere contento perché stasera finalmente finiremo oppure dispiacermi del fatto che domani debba ritornare a lavorare. In fondo, anche con tutti gli scleri e le fatiche del caso, mi ci stavo abituando a questa atmosfera quasi irreale di non percezione del mondo esterno, a questa tortura continua alle orecchie e, non per ultima, a questa frantumazione ormai godibile alle palle. Evito di annoiarvi ripetendovi pedissequamente la giornata di oggi, anche perché la stanchezza mi ha sovrastato e, sinceramente, non ne ho neanche voglia: ci guadagno io ma soprattutto voi. Comunque è incredibile, abbiamo finito!
Buona notte e a presto!


Pubblicato il 01/11/2003