Regali
di Max Collini

Non si poteva mai comprare niente. Lo stipendio serviva per due bambini da nutrire, vestire e mandare a scuola, per un marito perennemente indebitato non si sa con chi e perchŔ e l'affitto da pagare. A casa non c'erano nÚ televisione nÚ telefono e ogni tanto non c'era nemmeno il riscaldamento perchŔ non era stata pagata la bolletta del gas.
Per il quinto compleanno lei mi port˛ per la prima volta in un negozio di giocattoli. Quello in centro, grande e bellissimo. Disse di comprare quello che volevo. Io non potevo credere che avrei potuto avere quello che volevo in quel negozio, era contro la religione con cui ero stato cresciuto fino a quel momento. Non sapevo decidermi e lei insisteva: "Scegli quello che vuoi". "Anche quell'enorme orsacchiotto di pelo?". "Quello che vuoi. Puoi prendere quello che vuoi!".
Restai lÓ dentro per un'ora ma non mi convinsi che diceva la veritÓ. Scelsi una pistola ad acqua di plastica da trecento lire. Tre euro di adesso, pi¨ o meno. Sorpresa disse che quel regalo non era abbastanza grande, ma fui irremovibile.
Quel giorno del 1972 lei aveva venticinque anni. Pesava trentotto chili. Tornammo a piedi e io non vedevo l'ora di riempire quel nuovo gioco da poco prezzo per spruzzare gli altri bimbi del cortile. Lei pianse per tutta la strada fino a casa.


Pubblicato il 23/12/2008