Pecksniff
di Francesco Pizzinelli

"Ex Machina", Forlì, 3 Febbraio 2007

Innanzitutto ragazzi, com’ è la risposta del pubblico a questi primi vostri live in promozione al disco nuovo? C’è differenza rispetto agli anni precedenti?
Stefano: fondamentalmente non vedo troppe differenze, in linea di massima di gente che ha voglia di venirsi a vedere un concerto indie continua ad essercene poca, ma va bene così…

…Va bene così?
Stefano: beh, diciamo allora che è così e bisogna farci i conti. Del resto se esci con un’etichetta indipendente, qualsiasi essa sia, la realtà è questa; quando suoniamo a “casa nostra”, a Parma, la situazione non è molto diversa, ci sono i nostri amici ma non tanto di più…

Addirittura?
Stefano: Eh sì, magari qualcosa cambia quando suoni in città come Bologna dove la gente è più attenta ad un certo tipo di scena, ma anche se suoniamo a Milano, per esempio, non c’è comunque un gran giro. Bisogna fare una gavetta lunghissima per arrivare ad un certo successo e riuscire a sfondare.

"Sfondare" cosa significa in Italia?
Stefano: beh, cercare di dare al pubblico quello che vuole, a volte anche scendere a compromessi; comunque è molto difficile riuscire a raggiungere il successo vero continuando a suonare quello che ti piace.

Noto un po’ di….diciamo amarezza?
Stefano : no, non è amarezza, però c’ è la consapevolezza che in Italia se non sei sotto Major il successo vero non lo potrai mai ottenere.
Simone: a meno che non proponi qualcosa di “rottura” e in italiano, come gli Amari per esempio, o gli Offlaga Disco Pax.

In italiano quindi?
Stefano: sì, diversamente più di tanto non arrivi.

Beh, però voi siete usciti su Rolling Stone, Mucchio, Rumore, Blow Up, sui portali musicali maggiori, direi che non vi va poi così male…forse una differenza è la possibilità di avere un videoclip in rotazione, per dire, su MTV.
Simone: è una cosa strana, perché qualche anno fa su MTV passava di tutto, Settlefish, Toys Orchestra, Disco Drive. Probabilmente si tratta semplicemente di un periodo un po’ sfigato.

Cambiamo argomento: di voi si dice spesso che non siete un granché bravi a suonare, e che sul palco avete un atteggiamento del tipo “io suono così, mi diverto e chissenefrega". Qualche commento a riguardo?
Stefano: mah, probabilmente in parte è vero: d’altronde il genere che facciamo non richiede una particolare precisione nell’esecuzione.
Simone:abbiamo un approccio punk!
Stefano: e comunque c’ è anche da dire che, quando abbiamo iniziato, nessuno in Italia faceva un genere come il nostro, siamo stati i primi. Ora lo fanno tutti, e infatti mi sono stancato e il prossimo disco lo facciamo uscire completamente diverso.

Heilà, questa è una notizia! Ma il punto è essere originali per forza o fare quello che veramente ti piace?
Stefano: beh certo, innanzitutto quello che ti piace, però il talento di un artista sta anche nell’ intercettare la sensibilità del pubblico.

Il vostro approccio sul palco è sempre molto giocoso, e ormai sta diventando una sorta di marchio di fabbrica: può essere pesante nei casi in cui, immagino possa capitare, ci siano serate in cui magari non si è così allegri, per mille ragioni. Vi sentite comunque in dovere di dare al pubblico un’immagine festaiola?
Simone: beh no, anche se a volte ovviamente ci possono essere dei problemi generalmente salire sul palco e suonare è un modo per dimenticarseli, almeno per un po’.
Per certi versi è terapeutico anche per noi, perché suonare in giro è soprattutto un grande piacere e una soddisfazione personale.

Ho notato che la Black Candy praticamente non vi distribuisce on line, non siete presenti nelle piattaforme maggiori come I Tunes, MTV Music Store, Tiscali e così via: è una cosa che vi infastidisce?
Simone: no, anzi, credo che la distribuzione on line sia fondamentalmente una cosa idiota…

...Idiota?!
Simone: si, perché quello che compri on line lo puoi quasi sempre scaricare gratuitamente da qualche altra parte, mentre il cd fisico ha tutto un altro fascino, il libretto, le note ecc.

E’ vero, però immagino che il vostro disco non sia facilissimo da trovare nei negozi.
Simone: beh, si trova all’ interno di qualche grossa distribuzione

..Sì, solo a Parma però..
Simone: beh in effetti trovarlo fuori è un problema, ma io credo che la distribuzione funzioni anche con il meccanismo dell’ordinazione. Io chiedo il disco al negoziante e, se c’è un’etichetta alle spalle che lavora bene, in una settimana il cd arriva.

C’è chi ritiene che il boom dell’indie abbia favorito un surplus di gruppi e di piccole o piccolissime etichette (compresa la “vostra” Recycle) e che sarebbe necessaria una certa autocensura per non inflazionare un mercato già asfittico. Cosa ne pensate?
Simone: beh, come è facile immaginare, non siamo d’ accordo!

…Neanch’ io! Perfetto ragazzi, vi lascio andare: buon ritorno e grazie per la chiacchierata.
Simone: prego! E grazie a te, anzi, per non averci finalmente chiesto dei nostri “giocattoli”.


Pubblicato il 03/02/2007